I dispositivi di sicurezza che diventeranno obbligatori sulle auto europee

Parliamo di sistemi di frenata di emergenza e di controllo della velocità: sono stati approvati oggi in via definitiva e dovranno essere inseriti su tutti i nuovi modelli a partire dal 2022

(Sean Gallup/Getty Images)

Stamattina il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva un regolamento che obbligherà tutti i produttori di auto a inserire nuovi dispositivi di sicurezza per ridurre la mortalità degli incidenti stradali.

Nel testo, già concordato in via informale con il Consiglio dell’UE – dove siedono i rappresentanti dei governi nazionali – viene stabilito che a partire dal maggio 2022 in tutti i nuovi modelli dovranno essere installati una serie di dispositivi di sicurezza realizzati negli ultimi anni, come il sistema di frenata d’emergenza per ostacoli, il rilevatore di disattenzione e stanchezza del conducente, il sistema di emergenza di mantenimento della corsia, il dispositivo di blocco dell’accensione con rilevatore di alcol, e una specie di “scatola nera” per gli incidenti. L’obbligo entrerà in vigore per tutti i veicoli, a prescindere dall’anno in cui sono stati progettati, nel 2024.

Secondo una stima effettuata da uno studio britannico sulla proposta iniziale di regolamento avanzata dalla Commissione Europea, l’obbligo di montare i dispositivi citati nella proposta permetterà di prevenire la morte di 25mila persone nei primi 15 anni di entrata in vigore della legge.

Alcuni di questi dispositivi sono già presenti nei modelli più avanzati e costosi, ma entro tre anni le case automobilistiche saranno tenute a installarli su tutti i nuovi veicoli. Il nuovo regolamento europeo «farà in modo che i veicoli sicuri non sono solo a beneficio dei pochi che si possono permettere un’auto di alta gamma. Se acquisto o una Lexus o una Panda avrò le stesse garanzie», ha spiegato Antonio Avenoso, che da dieci anni dirige l’European Transport Safety Council, un think tank che raduna moltissimi esperti del settore della sicurezza stradale.  

La norma più discussa dell’intero regolamento è stato l’obbligo di introdurre il sistema di adattamento intelligente della velocità (ISA), un sistema di cui nel settore automobilistico si parla da molti anni. ISA utilizza videocamere con riconoscimento dei segnali stradali e sistemi per la lettura dei dati forniti dai GPS per controllare la velocità dei guidatori e adattarla automaticamente al limite in vigore sul tratto di strada in cui si trova l’auto.

Il problema è che molti guidatori lo troverebbero scomodo: soprattutto in Europa, dove l’80 per cento delle auto funziona ancora col cambio manuale (al contrario ad esempio degli Stati Uniti, dove il cambio automatico è diffusissimo). Secondo le stime, l’ISA potrebbe ridurre del 20 per cento il numero delle vittime sulle strade europee, ma nella bozza finale del testo concordato con il Consiglio l’obbligo di montarlo su tutte le nuove auto è stato molto diluito (e il testo parla esplicitamente della possibilità di poter disattivare alcuni sistemi, come quello di frenata di emergenza).

Le aziende automobilistiche sono generalmente contrarie a misure di questo genere, dal momento che l’obbligo di inserire tutte queste nuove e costose tecnologie farà aumentare i prezzi dei veicoli, con una ricaduta quindi sui consumatori. Ulrich Veh, il responsabile alla sicurezza della federazione europea dei costruttori di auto, ha spiegato inoltre che «inserire troppi sistemi [automatici] nelle auto potrebbe disturbare il guidatore».

Avenoso ritiene invece che per le case automobilistiche il costo di installazione dei nuovi dispositivi sarà «irrisorio» e che le tecnologie potranno appoggiarsi l’una con l’altra: ad esempio, «le microcamere o laser per la frenata automatica di emergenza potranno essere usati per l’adattamento automatico della velocità», senza un ulteriore aumento dei costi o dei sistemi a bordo. 

 

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