La prima ministra britannica Theresa May lascia la sua residenza in Downing Street il 3 aprile. (Jack Taylor/Getty Images)

Le trattative tra May e il Labour su Brexit non vanno molto bene

Il partito di Jeremy Corbyn ha criticato l'approccio della prima ministra, che ieri ha chiesto un nuovo rinvio all'UE

La prima ministra britannica Theresa May lascia la sua residenza in Downing Street il 3 aprile. (Jack Taylor/Getty Images)

Venerdì sera il Partito Laburista britannico ha diffuso un comunicato per criticare l’approccio adottato dalla prima ministra Theresa May nelle trattative con le quali sta cercando di trovare un’intesa per un accordo su Brexit, la rimandata e complicata uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Un portavoce del Labour ha detto che May non ha offerto «veri cambiamenti o compromessi», chiedendo che questo atteggiamento cambi.

Fallito per tre volte il tentativo di far approvare al Parlamento britannico l’accordo negoziato con l’Unione Europea con i voti dei Conservatori, il suo partito, May aveva deciso pochi giorni fa di provare a trovare un’intesa con i Laburisti, l’opposizione. Ne aveva subito incontrato il leader Jeremy Corbyn, che negli ultimi mesi aveva tenuto una posizione un po’ ambigua su Brexit pur rimanendo sempre dell’idea che fosse necessario rispettare il risultato del referendum. Corbyn però vuole notoriamente una Brexit più morbida, che preveda per esempio una permanenza nell’unione doganale, e non era chiaro se May fosse disposta a concederla.

Venerdì, May aveva scritto al Consiglio europeo per chiedere un rinvio di Brexit al 30 giugno, in modo da poter continuare le trattative: la data era già stata spostata una prima volta, dal 29 marzo al 12 aprile, che per ora rimane il giorno fissato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. La concessione di un rinvio sembra però un po’ meno scontata per la possibile opposizione di Francia, Spagna e Belgio, secondo quanto scritto dal Guardian, che vorrebbero vedere almeno delle proposte significative. Un rinvio al 30 giugno vorrebbe anche dire che il Regno Unito dovrebbe prepararsi all’eventualità, se non fosse approvato un accordo prima, di partecipare alle elezioni europee di fine maggio, eventualità che fino a qualche settimana fa era sempre stata categoricamente smentita da May.

A rendere diffidenti alcuni leader europei sul rinvio è stato tra le altre cose un tweet del deputato conservatore britannico Jacob Rees-Mog, che ha minacciato di ostruire varie iniziative legislative europee se «un’estensione lunga dovesse lasciarci intrappolati nell’UE». Nei giorni scorsi, infatti, si era anche parlato – per ora solo come ipotesi – di un’estensione flessibile di 12 mesi.

May ha già detto che se i negoziati con il Labour dovessero fallire, vuole proporre al Parlamento una serie di opzioni e seguire quella che riceverà più voti. La prossima data da tenere d’occhio è mercoledì 10 aprile, quando si terrà il Consiglio europeo che deciderà sul rinvio di Brexit chiesto da May.

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