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  • giovedì 21 marzo 2019

Almeno 47 persone sono morte nell’esplosione di un impianto chimico in Cina

L'incidente è avvenuto a Yancheng, nell'est del paese: più di 600 persone sono ferite

(Ji Chunpeng/Xinhua via AP)

Giovedì 21 marzo c’è stata una grossa esplosione in uno stabilimento industriale in cui si producevano fertilizzanti a Yancheng, nella provincia dello Jiangsu, nell’est della Cina: nell’esplosione sono morte almeno 47 persone e ci sono più di 600 feriti. L’esplosione è avvenuta alle 14.50, quando in Italia erano le 7.50. Lo stabilimento apparteneva all’azienda chimica Tianjiayi Chemical e si trovava in una zona dove sono presenti molte industrie chimiche: il fuoco ha raggiunto anche alcune fabbriche vicine e una scuola materna, ferendo alcuni bambini. L’esplosione è stata tanto potente da fare registrare una scossa sismica di magnitudo 2.2.

Secondo quanto riferito da alcuni funzionari alla stampa locale, l’esplosione è stata causata da un incendio, ma non si sa ancora cosa lo abbia innescato: China Daily scrive che in passato l’azienda, che produce più di trenta tipi di composti chimici, alcuni dei quali molto infiammabili, era stata multata per violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il presidente cinese Xi Jinping, che in questi giorni è in visita in Italia, ha chiesto che vengano al più presto scoperte le cause dell’esplosione.

Al momento il servizio di protezione ambientale dello Jiangsu non ha rilevato la concentrazione di sostanze tossiche nell’aria della zona in cui è avvenuta l’esplosione. Gli incidenti negli stabilimenti industriali sono piuttosto comuni in Cina per via delle scarse misure di sicurezza. Nel 2015 più di 160 persone morirono in due grandi esplosioni nel porto di Tianjin, nel nord del paese.

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