Il nuovo complesso di Hudson Yards a Manhattan

Il nuovo progetto immobiliare e commerciale di New York che sta facendo discutere

di Claudia Crippa

Hudson Yards è un nuovo complesso di edifici costruito a New York lungo il fiume Hudson, in prossimità di un deposito ferroviario sulla costa occidentale di Manhattan, a un chilometro dal Lincoln Tunnel che collega Manhattan al New Jersey. Si trova nel quartiere di Chelsea, caratterizzato da edifici bassi rispetto ad altre zone della città, da gallerie d’arte e dal Chelsea Market, uno dei più famosi mercati gastronomici di Manhattan. Accanto a Hudson Yards c’è la High Line, il parco e percorso pedonale costruito su una ferrovia sopraelevata in disuso.

Hudson Yards è stato costruito in sei anni ed è il più grande progetto edilizio privato degli Stati Uniti con diverse destinazioni d’uso. Secondo i promotori del progetto, Hudson Yards è una riqualificazione ambiziosa di una porzione di Manhattan lungo il fiume Hudson e potrà diventare uno dei simboli della città più conosciuti nel mondo: è stato costruito principalmente da due società, Related e Oxford Property Group, ed è costato 15 miliardi di dollari, più 5,6 di contributo pubblico. La proposta iniziale era di costruire uno stadio, ma successivamente gli ideatori hanno preferito una struttura più eterogenea e flessibile.

Il complesso comprende infatti costruzioni di diversa natura, tra cui sei grattacieli, quattro dei quali ospiteranno uffici. Due di questi, ricoperti da vetrate blu riflettenti, si chiamano 10 e 30 Hudson Yards; tra i due edifici c’è un centro commerciale di 60mila metri quadrati. Gli altri due vengono chiamati 50 e 55 Hudson Yards; 55 Hudson Yards è il più piccolo dei quattro, ricoperto di vetro trasparente e di griglie d’acciaio. A fianco si trova 35 Hudson Yards, un centro con negozi, ristoranti, uffici, appartamenti e hotel. 15 Hudson Yards è invece composto da appartamenti, con due ingressi separati per proprietari e affittuari.

È stato costruito anche un centro d’arte e cultura chiamato “Shed” che verrà inaugurato ad aprile. Al centro di Hudson Yards c’è una costruzione alta 50 metri a forma di cesto, luccicante e ramata, chiamata “Vessel” o “Social Climber”. È una struttura aperta al pubblico, fatta da 154 scalinate, 2500 gradini e 80 postazioni da cui si può guardare il panorama. La struttura è stata progettata dal designer inglese Thomas Heatherwick per essere il simbolo di Hudson Yards.

(Drew Angerer/Getty Images)

Il complesso si estenderà in futuro nell’area circostante fino a raggiungere un totale di 113mila metri quadrati, in cui verranno costruiti 16 nuovi edifici, una scuola e un parco. Negli edifici sono compresi 4mila appartamenti, di cui il 10 per cento sarà destinato a edilizia popolare. Per eterogeneità ed estensione, il complesso diventerà una specie di città nella città.

Le prospettive di sviluppo e uso di Hudson Yards hanno attirato l’interesse di varie società che hanno deciso o stanno considerando il trasferimento delle loro sedi o l’apertura di negozi. Il New York Times scrive che tra queste ci sono società di comunicazione come WarnerMedia e CNN, marchi di lusso come Neiman Marcus, Cartier, Dior, Gucci, Fendi e chef importanti che vorrebbero aprire ristoranti. Le principali multinazionali che ricollocheranno i loro uffici in Hudson Yards sono SAP, KKR, BlackRock, Wells Fargo e L’Oréal USA.

(Spencer Platt/Getty Images)

Oltre a permettere di ottenere visibilità, il trasferimento è diventato appetibile per alcune multinazionali, secondo uno studio dell’università newyorkese New School, soprattutto per la presenza di incentivi fiscali messi a disposizione dalla città di New York a coloro che vogliano spostare o aprire le loro sedi nel nuovo quartiere. Per esempio BlackRock, società d’investimento di New York, trasferendosi da Midtown a Hudson Yards, otterrà agevolazioni fiscali fino a 25 milioni di dollari se provvederà a creare 700 posti di lavoro nel nuovo stabile. Saranno disponibili 5,5 milioni per L’Oréal USA e 14 per WarnerMedia.

Prendendo come riferimento l’analisi economica effettuata dalla New School, il totale delle agevolazioni fiscali per Hudson Yards è di 6 miliardi di dollari, ovvero il doppio rispetto a quelle promesse ad Amazon per l’ipotizzato (e poi annullato) trasferimento della sua sede centrale a New York.

La scelta di fornire incentivi fiscali da parte della città di New York potrebbe essere giustificata da potenziali effetti positivi e sinergie che le aziende che si sposteranno nel quartiere produrranno, a partire dalla creazione di posti di lavoro (stimati a 55mila) fino, da un punto di vista più macroeconomico, all’arricchimento complessivo delle economia della città.

Tuttavia molti si chiedono quale sarà l’impatto di questi incentivi sulle altre porzioni di città e sui cittadini; in particolare, lo sviluppo economico di Hudson Yards, secondo il report di dettaglio dell’università New School, sta per ora solo spostando energie e investimenti da diverse parti della città, senza aver ancora dimostrato possibilità di crescita economica tangibile.
Inoltre, segnala il Guardian, il progetto non è di natura pubblica; la quasi totalità degli edifici è privata e adibita a uffici o spazi commerciali. L’unica struttura considerata pubblica è il “Vessel” che tuttavia è stato costruito su suolo privato. Gli appartamenti di lusso, il centro commerciale e il parco circondato da palazzi alti portano a pensare che l’idea originaria del complesso è quella di uno spazio adibito prevalentemente alle attività economiche e commerciali.

(AP Photo/Mark Lennihan)

Secondo il critico architettonico del New York Times il design delle strutture è troppo impersonale; la scelta di utilizzare vetri riflettenti blu, ottone, marmo e legno lucido è tipicamente quella dei complessi di lusso e riflette per lo più la soddisfazione personale dei designer e meno le necessità degli abitanti di New York. E malgrado la dimensione dei grattacieli non sia quella di progetti ancora più ambiziosi in altre aree di Manhattan, guardando Hudson Yards dal fiume, la sensazione resta di un complesso “fuori dalla scala umana” e ogni costruzione sembra essere a sé stante e non parte integrante di un progetto urbano complessivo. In questo modo, secondo il New York Times, Hudson Yards non risulterebbe attraente per le aziende più dinamiche e giovani del territorio, che cercano concetti urbanistici più sostenibili e misurati, orizzontali.

Il New York Times cita, invece, come precedente di progetto urbanistico ben riuscito il Rockefeller Center, in cui le diverse strutture si incastrano fra di loro con armonia. Il Rockefeller Center, costruito negli anni Trenta, è stato progettato studiando nel dettaglio la disposizione nello spazio di edifici di diversa dimensione e di diversa natura. Tra questi, il grattacielo che è simbolo del progetto attorno a cui ruotano tutti gli altri edifici commerciali, la pista di pattinaggio e il teatro Radio City Music Hall.

Il progetto di Hudson Yards, sponsorizzato come un’opportunità di investimenti immobiliari e commerciali che porterebbe ad arricchire la città con nuove attività economiche e nuovi posti di lavoro, insieme ad un design sofisticato, ha sollevato un dibatto sulla sua effettiva capacità di apportare benefici tangibili ai cittadini della città di New York, sia in termini di vivibilità della zona che economici.

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