Valentino Rossi esce dai box Yamaha nei test di Kuala Lumpur (Mirco Lazzari gp/Getty Images)
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  • sabato 9 marzo 2019

Riparte la MotoGP

Domenica in Qatar si corre il primo Gran Premio del Motomondiale, con tante novità

Valentino Rossi esce dai box Yamaha nei test di Kuala Lumpur (Mirco Lazzari gp/Getty Images)

La 71ª edizione del Motomondiale inizia questo fine settimana in Qatar con il primo Gran Premio della stagione, che come da tradizione verrà corso in notturna dalla classe maggiore, la MotoGP, sul Circuito internazionale di Losail. Sarà il primo dei diciannove Gran Premi previsti dal calendario: l’ultimo si correrà il 17 novembre, come sempre a Valencia. Per il primo mese il Motomondiale starà lontano dall’Europa e si muoverà tra Asia e Americhe. Il 5 maggio ci sarà la prima gara delle undici consecutive previste su tracciati europei. Nel finale di stagione, tra ottobre e novembre, si sposterà in Asia e Australia per le ultime e decisive gare prima di Valencia.

Non ci sono grosse novità nel calendario. Ce ne sono invece parecchie fra squadre e piloti. Le più rilevanti riguardano le principali scuderie, che sono ancora le due giapponesi, Honda e Yamaha, e l’italiana Ducati.

Il campione del mondo in carica, Marc Marquez, ha un nuovo compagno di squadra dopo il ritiro di Dani Pedrosa, ora collaudatore della KTM: è Jorge Lorenzo, spagnolo arrivato alla Honda dalla Ducati per aumentare la competizione all’interno della squadra. Lorenzo è infatti un campione del mondo e uno dei quattro piloti più vincenti nel Motomondiale. Non si presenta tuttavia in buone condizioni fisiche e avrà bisogno di tempo per adattarsi.

Il campione del mondo Marc Marquez in pista con la nuova Honda (Mirco Lazzari gp/Getty Images)

La Honda continuerà quindi ad avere due piloti spagnoli, mentre la Ducati, sua contendente principale per il titolo mondiale, ne avrà due italiani: Andrea Dovizioso, alla settima stagione con l’azienda bolognese, e Danilo Petrucci, pilota umbro protagonista di alcune buone stagioni con le Ducati non ufficiali (i cosiddetti team “clienti”). Le nuove moto hanno una livrea simile a quella della Ferrari per la presenza dello sponsor Mission Winnow, un progetto della Philip Morris International, storico partner commerciale delle due aziende motoristiche italiane.

Andrea Dovizioso sulla nuova Ducati nelle prime prove del Gran Premio del Qatar (Mirco Lazzari gp/Getty Images)

La Yamaha invece è rimasta la stessa, ma solo nei nomi. Valentino Rossi e Maverick Viñales sono ancora i suoi piloti ma la squadra, dopo le grandi difficoltà incontrate negli ultimi anni, si è riorganizzata. Le moto hanno una nuova livrea in seguito all’ultimo accordo di sponsorizzazione con l’azienda produttrice della bevanda energetica Monster, la quale ha rimpiazzato la compagnia telefonica spagnolo Movistar.

Valentino Rossi sulla Yamaha con la nuova livrea (Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Ci sono stati cambiamenti anche nelle altre tre squadre ufficiali. Andrea Iannone ha lasciato la Suzuki per andare a correre con l’Aprilia insieme allo spagnolo Aleix Espargaró. La Suzuki lo ha a sua volta rimpiazzato con lo spagnolo Joan Mir, nuovo compagno di squadra del connazionale Alex Rins. L’austriaca KTM, infine, ha ingaggiato Johann Zarco dalla Yamaha non ufficiale per provare ad alzare l’asticella delle sue prestazioni. Oltre a Rossi, Dovizioso, Petrucci e Iannone, gli altri piloti italiani al via sono Francesco Bagnaia, salito in Motogp dopo aver vinto il titolo nella Moto2, che correrà con la Ducati non ufficiale, e Franco Morbidelli della Yamaha non ufficiale.

Andrea Iannone in Qatar con l’Aprilia (Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Le novità, soprattutto quelle che riguardano le squadre ufficiali, hanno alzato il livello generale. La Honda continua ad essere la moto più affidabile e bilanciata. Quella costruita per quest’anno dovrebbe inoltre essere più veloce in rettilineo, cioè dove soffriva maggiormente la grande velocità della Ducati. Nel finale della scorsa stagione le moto dell’azienda bolognese sono state probabilmente le più performanti, cosa che ha evidenziato i miglioramenti avuti sotto la guida dell’ingegnere Luigi Dall’Igna, sviluppatore delle modifiche che hanno favorito la stabilità in accelerazione, annoso problema delle Ducati. Per provare a raggiungere il livello della Honda, Dovizioso dovrà riuscire a tenere un andamento più costante nel corso dell’anno.

La Yamaha di Rossi parte da più indietro. Negli ultimi due anni ha avuto grossi problemi tecnici e organizzativi, spesso criticati apertamente dallo stesso Rossi. Le moto giapponesi hanno avuto problemi soprattutto con l’elettronica, che si sono aggiunti a performance generali inferiori a quelle di Honda e Ducati. In vista della nuova stagione l’azienda giapponese ha provveduto alla riorganizzazione del reparto corse, rafforzando le aree tecniche in difficoltà con l’assunzione di nuovi professionisti per aprire un nuovo ciclo vincente. I test hanno parzialmente confermato i progressi, ma come per le altre scuderie, solo con le prime gare della stagione si potrà avere un quadro più ampio della situazione.

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