Celine (Ik Aldama/picture-alliance/dpa/AP Images)
  • Moda
  • venerdì 8 marzo 2019

Cosa andrà di moda

Cosa vedremo nei negozi e addosso ai "fashion victim", stando a quel che si è visto nelle sfilate appena concluse

Celine (Ik Aldama/picture-alliance/dpa/AP Images)

Nell’ultimo mese le più importanti aziende di moda al mondo hanno presentato a New York, Londra, Milano e Parigi le loro collezioni per l’autunno-inverno 2019/2020 (il ready-to-wear da donna, cioè gli abiti femminili da portare ogni giorno, sfilano sei mesi prima della stagione a cui sono destinati) e quello che alla fine vogliono sapere molti è cosa andrà di moda nei prossimi mesi, cosa troveremo nei negozi e cosa potranno comprare. Abbiamo messo insieme quelle che, secondo i critici di moda, saranno le tendenze principali.

Mantelle
I poncho delle scorse stagioni – scrive il New York Times – hanno lasciato il passo a mantelli e mantelline: in materiali preziosi o tecnici, tagli eleganti o sportivi, colori vivaci o in nero e in beige, con o senza cappuccio. Si sono per esempio visti da Celine, nella collezione borghese e ispirata agli anni Settanta disegnata dal direttore creativo Hedi Slimane, da Off-White, il marchio di streetwear di Virgil Abloh, e da Lanvin.

Celine
(Ik Aldama/picture-alliance/dpa/AP Images)

Trapunte, piumini e imbottiture
Sono spuntati ovunque sciarpe, tasche, maniche e interi abiti imbottiti e trapuntati, da Maison Margiela a Dries Van Noten. È in linea, scrive Elizabeth Paton sul New York Times – con un’altra tendenza generale della moda: il successo degli abiti sportivi e insieme comodi, da cui gli stilisti prendono ispirazione anche per il lusso. Inoltre, come visto anche nelle scorse stagioni, quando i tempi si fanno difficili e spaventosi viene voglia di avvolgersi in qualcosa di caldo e confortevole.

Maison Margiela
(Richard Bord/Getty Images)

Chilometri di tartan
Il tartan – il tessuto scozzese dei kilt – si è visto un po’ ovunque ed è stato usato con intenzioni molto diverse: in rosso, verde e nero, rifacendosi allo spirito delle Teddy Girls (le ragazze ribelli inglesi del Dopoguerra) nella collezione disegnata per Dior dalla direttrice creativa Maria Grazia Chiuri; nei classici marrone e grigio di Prince of Wales; nei colori acidi di Marine Serre, considerata tra gli stilisti emergenti più interessanti del momento; nei cappotti eleganti di Givenchy. È un tessuto che funziona da anni ma che, scrive il New York Times, si è visto di più in questa stagione con Brexit alle porte, dove ha assunto un significato quasi politico. Altri fanno risalire la fonte di ispirazione alla serie tv di Netflix Sex Education, dove c’è un personaggio, Eric Effiong, che indossa sempre pantaloni a scacchi.

Dior
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Cappelli
Se ne sono visti tantissimi e di tantissime forme e dimensioni, scrive Vogue: “cappellini monastici” da Valentino, fedora portate inclinate da Saint Laurent, alla pescatora di Dior, enormi e piumati da Koché, curvi e un po’ buffi da Loewe.

Loewe
(EPA/YOAN VALAT / ANSA)

Spalle larghe
Continua la moda, arrivata con la nostalgia per gli anni Ottanta, delle spalle larghe e strutturate. Simbolo di potere e indipendenza femminile «sono sempre più grandi mentre tutto il resto è sempre più piccolo», scrive il New York Times: Balenciaga le ha proposte in parka e piumini, Saint Laurent e Chanel in cappotti dal taglio maschile e over-sized, Giambattista Valli con una versione delicata di maniche a sbuffo.

Yves Saint Laurent
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Orecchini esagerati
Se non vi sentite pronti per le maschere dorate, le collane appuntite e le orecchie dorate di Gucci, potete ripiegare sugli orecchini stravaganti ed esagerati proposti in molte collezioni, tra cui quelle di Carolina Herrera, Paco Rabanne, Chloé, Altuzarra e Prabal Gurung.

Paco Rabanne
(Pascal Le Segretain/Getty Images For Paco Rabanne)

Impareremo una nuova sfumatura di verde
Cioè il Chartreuse, a metà strada tra il verde e il giallo che, scrive il sito Fashionista, è stato particolarmente usato dagli stilisti, tra cui Marine Serre, Nina Ricci, Issey Miyake e Vivienne Westwood.

Nina Ricci
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Pelle su pelle
Si è vista un po’ in tutte le Settimane della moda, scrive Fashionista, dalle combinazioni multicolori di New York al nero di Londra, dagli abbinamenti di capi tutti in pelle di Parigi, agli abiti corti di Roberto Cavalli e alle collezioni particolarmente ricche di Salvatore Ferragamo e Tod’s.

Salvatore Ferragamo
(ANSA / MATTEO BAZZI(

Gli anni Settanta
Secondo il Guardian il decennio di riferimento del momento non sono più gli anni Ottanta ma gli anni Settanta, come si è visto in particolare nella collezione di Celine: «jeans bianchi e dalla gamba larga, gonne lunghe a pieghe, comodi trench, stivali bordeaux dal tacco largo, borse finto-pitonate e capelli lunghi e scompigliati […] una maglietta attillata con uno slogan, un bel paio di occhiali Aviator, una sciarpa di seta, stretta al collo». Ci sono stati omaggi a David Bowie, la 70enne Grace Jones ha sfilato da Tommy Hilfiger, Balenciaga ha mandato in passerella le tute e Isabel Marant le giacche safari.

Grace Jones da Tommy Now
(AP Photo/Michel Euler)

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