È morto Mark Hollis, musicista e cantante dei Talk Talk

Aveva spopolato in tutto il mondo con "It's my life" e "Such a shame" per poi rivelarsi innovatore e sperimentatore: aveva 64 anni

Diverse fonti hanno confermato lunedì sera la morte di Mark Hollis, musicista britannico famoso per essere stato cantante e fondatore della band dei Talk Talk. Martedì pomeriggio la sua ex agente Keith Aspden ha parlato di una “breve malattia da cui non si è ripreso”: Hollis aveva 64 anni. Il bassista dei Talk Talk Paul Webb ha scritto su Facebook di essere “scioccato dalla notizia”.

I am very shocked and saddened to hear the news of the passing of Mark Hollis. Musically he was a genius and it was a…

Gepostet von Rustin Man (Official) am Montag, 25. Februar 2019

Hollis era diventato noto in tutto il mondo dopo il grande successo del secondo disco dei Talk Talk (già il singolo “Talk Talk” del primo disco era stato molto popolare), nel 1984, che conteneva tra l’altro due canzoni rimaste celebri e in programmazione delle radio fino a oggi, “It’s my life” e “Such a shame”. La band si era formata a Londra nel 1981 ed era stata tra l’altro in tour con i Duran Duran.

Dopo che It’s my life, il disco, aveva avuto un enorme successo pure negli Stati Uniti – dove poche band britanniche riuscivano a competere nelle prime posizioni delle classifiche – la band aveva pubblicato The colour of spring, che era andato invece ancora meglio precedente nel Regno Unito (dentro c’era il singolo “Life’s what you make it”). I dischi successivi dei Talk Talk – Spirit of Eden e Laughing Stock – avevano preso una piega meno pop e con tratti più sperimentali e complessi,  direzione in cui poi Hollis era andato ulteriormente con un disco da solo nel 1998. Il successo internazionale era molto calato, ma Hollis – che aveva spiegato le sue scelte musicali con la necessità di fare qualcosa di diverso da quello che sentiva in giro – era stato riconsiderato da coprotagonista dell’elettropop anni Ottanta a sperimentatore geniale di un genere “neo progressive” visto poi come precursore del “post rock” e capace di influenzare molte band famose che sarebbero venute. Dopo quel disco Hollis si era ritirato dalla musica pubblica spiegando di non poterlo conciliare col suo desiderio di stare con la famiglia, e tra i critici musicali e gli appassionati britannici la sua assenza veniva spesso ricordata.

Tra i musicisti britannici che stanno ricordando Mark Hollis ci sono i Duran Duran, Holly Johnson dei Frankie goes to Hollywood, Gary Kemp degli Spandau Ballet, Matt Johnson, creatore negli stessi anni della band dei The The e Paul Epworth, produttore di Adele e molti altre popstar contemporanee. In Italia il disegnatore Makkox lo ha ritratto in un tweet lunedì sera.

Otto canzoni dei Talk Talk

Luca Sofri: Spirit of Eden (2011)

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