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  • venerdì 22 febbraio 2019

Il video del pestaggio in una prigione di Buffalo

Mostra un uomo afroamericano spinto, trascinato e ferito da una guardia carceraria mentre perde sangue, senza che i poliziotti intervengano

Il Buffalo News ha pubblicato un video che mostra un uomo afroamericano picchiato e trascinato da una guardia carceraria di Buffalo, negli Stati Uniti, mentre altri tre poliziotti guardano senza intervenire. Il video risale al maggio del 2016: da allora il giornale ha provato a ottenerlo facendo appello al Freedom of Information Act, la legge che rende pubblici i documenti della pubblica amministrazione. Il Buffalo News lo ha ottenuto soltanto ora, dopo aver aggirato molte opposizioni e al termine di una causa civile per quale la città di Buffalo ha dovuto risarcire l’uomo picchiato con 300mila dollari.

(attenzione, il video contiene immagini forti)

La vittima del pestaggio si chiama Shaun P. Porter, ed era stato arrestato per un non meglio precisato incidente domestico. Nel video lo si vede inizialmente in una stanza insieme a quattro poliziotti, tre bianchi e uno afroamericano: è in piedi e ha le mani legate dietro la schiena, e a un certo punto dice qualcosa. Una guardia carceraria, Matthew Jaskula, lo afferra e lo sbatte contro una porta, trascinandolo poi per diverse stanze. Gli altri tre poliziotti lo seguono, senza intervenire: uno di loro è ripreso mentre sorride. Sbattendo contro la porta, e successivamente contro un mobile in metallo e uno stipite, Porter si ferisce alla testa e inizia a perdere molto sangue.

Il video mostra ancora l’agente Jaskula, nella cella, mettere una maschera a Porter per evitare che gli sputi, svestirlo parzialmente e poi metterlo su una sedia speciale, mentre il sangue continua a scorrere e imbrattare il pavimento. Circa un’ora e mezza dopo, Porter fu curato per il naso rotto e le ferite che aveva in volto.

Il Buffalo News scrive che per oltre due anni gli avvocati che rappresentavano la città hanno provato a impedire la pubblicazione del video: inizialmente ci erano riusciti, perché la Corte Suprema dello stato di New York ne ha proibito la diffusione per non influenzare i giurati del processo a Jaskula. Il poliziotto, infatti, fu arrestato e si dichiarò colpevole: nel dicembre del 2017 fu condannato a un anno e mezzo di prigione (è stato rilasciato dopo un anno per buona condotta). Nella sua deposizione, disse che il pestaggio fu la reazione ai turni di 80 ore settimanali a cui era sottoposto, e ai medicinali per la profilassi anti-AIDS che stava prendendo dopo che un detenuto lo aveva morso qualche settimana prima.

I casi di violenze e abusi da parte della polizia contro persone non bianche sono frequentissimi negli Stati Uniti, e hanno portato nel tempo a una sempre più ampia sfiducia da parte delle minoranze etniche nelle forze dell’ordine. Negli ultimi anni si è parlato con più intensità di questo tema, anche perché l’onnipresenza degli smartphone ha permesso di registrare, vedere e far circolare con grande facilità le immagini di pestaggi, violenze e abusi: ne sono nate tante manifestazioni di protesta e un movimento che si chiama “Black Lives Matter” (“Le vite dei neri contano”).

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