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  • mercoledì 20 febbraio 2019

Il Regno Unito ha tolto la cittadinanza a Shamima Begum, che nel 2015 a 15 anni si unì allo Stato Islamico

In questi giorni nel Regno Unito si sta parlando molto di Shamima Begum, una delle tre adolescenti britanniche che nel 2015 andarono in Siria per unirsi allo Stato Islamico, e a cui martedì il Regno Unito ha tolto la cittadinanza. La settimana scorsa Begum aveva lasciato il villaggio di Baghuz, l’ultima roccaforte dell’ISIS in Siria, e nel fine settimana aveva partorito un bambino, il suo terzo figlio. Ora si trova in un campo profughi in Siria e sarebbe voluta tornare nel Regno Unito. Si sta parlando molto della sua storia – e molti stanno criticando il governo per la revoca della cittadinanza – perché non a tutti i cittadini britannici che si unirono all’ISIS è stata tolta la cittadinanza: la legge del Regno Unito prevede che lo si possa fare per garantire il «bene comune» ma solo alle persone che possono ottenere la cittadinanza in un altro paese. Nel caso di Begum sarebbe il Bangladesh: sua madre è originaria di questo paese e quindi per la legge locale Begum dovrebbe avere diritto alla cittadinanza, nonostante non sia mai stata in quel paese.

Il segretario degli Interni del Regno Unito Sajid Javid ha detto che invece il figlio che Begum ha appena partorito potrebbe ancora conservare la cittadinanza britannica. Secondo alcuni commentatori togliere la cittadinanza a Begum è sbagliato e controproducente perché potrebbe essere sfruttato dalla propaganda islamista come esempio di comportamento ingiusto.

Shamima Begum, una delle tre adolescenti che si unirono allo Stato Islamico nel 2015, intervistata da BBC in Siria