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  • martedì 19 febbraio 2019

È morto Karl Lagerfeld

Era uno dei più famosi stilisti del mondo, da 35 anni direttore creativo di Chanel: aveva 85 anni

Karl Lagerfeld, 5 luglio 2017 (Patrick KOVARIK/AFP/LaPresse)

È morto a 85 anni Karl Lagerfeld, stilista tedesco tra i più importanti e apprezzati di sempre, direttore creativo di Chanel da 35 anni. Lagerfeld era considerato da molti la più influente personalità del settore negli ultimi decenni, ma aveva una popolarità trasversale e per certi versi leggendaria: con i suoi capelli bianchi raccolti in una coda e i suoi occhiali scuri, era una delle figure più riconoscibili del mondo della moda. Era anche direttore creativo dell’azienda italiana Fendi, e aveva fondato una linea che porta il suo nome. Le cause della sua morte non sono ancora state rese note, ma Chanel ha confermato la notizia.

Lagerfeld era nato ad Amburgo nel 1933, ma passò la maggior parte della sua vita in Francia dove si trasferì da adolescente. Suo padre era un imprenditore del settore del latte, ma fu sua madre, raccontò lui stesso, a rappresentare la principale influenza negli anni della sua formazione. A Parigi non frequentò scuole d’arte o di moda, ma nel 1954 partecipò a un concorso di design locale vincendo nella categoria dei cappotti. Yves Saint Laurent, che sarebbe stato un suo storico amico e rivale nei decenni successivi, vinse negli abiti.

Lagerfeld iniziò a lavorare nella moda come assistente dello stilista Pierre Balmain nel 1955, per poi trovare le prime fortune nella casa Chloé. Nel 1965 cominciò la sua collaborazione con Fendi, e raggiunse la vera popolarità a partire dagli anni Ottanta, quando assunse la direzione artistica di Chanel. Lagerfeld contribuì in modo determinante alla ripresa della casa francese, che arrivava in quel periodo da anni difficili in cui aveva perso terreno, soprattutto dopo la morte della fondatrice Coco Chanel nel 1971. Lagerfeld rinnovò di frequente gli elementi distintivi di Chanel, dai tessuti bouclé ai giacchini senza revers, dalle borse con le catene a tracolla ai fili di perle alle camelie, e scattò personalmente molte delle foto dei cataloghi.

Lagerfeld era un personaggio appariscente ed eccentrico anche per gli standard della moda, con una fama e un’immagine paragonabile a quella di una rockstar, alimentata anche dalle sue frequenti e vivaci interviste. Da sempre considerato come uno stilista tra i più prolifici, ancora negli anni recenti, lavorava con costanza ai disegni degli abiti delle sue aziende, e si definiva un “operaio” della moda. Al suo talento artistico affiancò sempre riconosciute doti imprenditoriali e grandi capacità di adattarsi anno dopo anno ai cambiamenti della moda e della società più in generale. Nel 2015, presentandolo in occasione della consegna di un premio, la storica direttrice di Vogue Anna Wintour disse di lui:

Più di ogni altro che conosca, rappresenta l’anima della moda: instancabile, con lo sguardo rivolto al futuro e con un’attenzione vorace ai cambiamenti nella nostra cultura.

Tra le altre cose, Lagerfeld è ricordato per le maestose e opulente sfilate di Chanel organizzate al Grand Palais di Parigi, manifestazioni imponenti che uscivano dai confini mondani più tradizionali delle sfilate e si presentavano più come performance artistiche. Nel 2010 per esempio importò un iceberg da 265 tonnellate dalla Svezia, ma costruì transatlantici, supermercati e templi greci, negli anni. Il suo gusto per le scenografie spettacolari coincise con un’attenzione precoce ai social media, sui quali peraltro diventò presto famoso Choupette, la sua gatta bianca che gode di un nutrito seguito. Lagerfeld fu anche tra i primi stilisti importanti ad aprirsi al fenomeno della cosiddetta “fast fashion”, realizzando una collezione con H&M già nel 2004.

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