Una commissione del Parlamento britannico dice che Facebook ha violato “intenzionalmente e consapevolmente” le leggi sulla privacy dei dati e sulla concorrenza

Una commissione del Parlamento del Regno Unito ha concluso che Facebook ha violato “intenzionalmente e consapevolmente” le leggi sulla privacy dei dati e della concorrenza. La commissione ha compilato il suo rapporto finale basandosi sui documenti aziendali interni resi pubblici lo scorso dicembre, e alla fine di un’indagine durata 18 mesi: era entrata in possesso dei documenti, tra cui alcune e-mail del CEO Mark Zuckerberg e di altri dirigenti, da una piccola compagnia chiamata Six4Three che sta facendo causa a Facebook in California.

Nel rapporto si legge che Facebook avrebbe «ignorato le impostazioni sulla privacy dei propri utenti al fine di trasferire i dati a sviluppatori di applicazioni terze» e che «compagnie come Facebook non dovrebbero comportarsi come “gangster digitali” nel mondo online, considerandosi al di là della legge».

La Commissione ha anche espresso preoccupazioni per la diffusione di notizie false e di contenuti che propagandano l’odio attraverso il social network, e ha chiesto al Parlamento di redigere un codice etico regolato da un supervisore indipendente che abbia il potere di far rimuovere dai social network qualsiasi contenuto ritenuto inopportuno e che possa ottenere da questi qualsiasi informazione per eventuali indagini. La Commissione ha inoltre criticato pesantemente l’atteggiamento di “disprezzo” verso il parlamento britannico adottato da Mark Zuckerberg, che negli scorsi mesi si era rifiutato di testimoniare. «Anche se Mark Zuckerberg non crede di essere responsabile nei confronti del Parlamento del Regno Unito – si legge nel documento – lo è nei confronti dei miliardi di utenti di Facebook in tutto il mondo […] Mark Zuckerberg non riesce a mostrare i livelli di leadership e responsabilità personale che ci si aspetterebbero da qualcuno che si trova in cima a una delle più grandi aziende del mondo».

(AP Photo/Marcio Jose Sanchez, File)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.