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  • sabato 9 febbraio 2019

Anche in Ucraina c’è un comico candidato

In testa ai sondaggi c'è un personaggio televisivo che interpreta un insegnante che diventa presidente: ora vorrebbe farlo sul serio

Volodymyr Zelensky. (Alexander Gusev/Pacific Press via ZUMA Wire/ANSA)

Il 31 marzo ci saranno le elezioni per eleggere un nuovo presidente in Ucraina. Più di un quinto dell’elettorato è ancora indeciso, secondo i sondaggi, ma scrive Politico che da qualche tempo gira questa battuta un po’ trita: «Per anni abbiamo votato gente seria, e tutto quello che abbiamo ottenuto è stata una farsa. Quindi perché ora non votiamo un comico e vediamo cosa succede?». Tra i candidati alla presidenza del paese infatti c’è anche un comico, Volodymyr Zelensky, che sembra stia raccogliendo consensi da parte delle persone più scontente per gli alti livelli di corruzione nel paese. Un sondaggio pubblicato la settimana scorsa dà Zelensky in testa davanti ai suoi rivali, anche se la gran parte degli elettori non ha ancora deciso chi votare.

Volodymyr Zelensky ha 41 anni, è un comico di lingua russa e proviene dalla città meridionale di Kryvy Rih; è l’attore di punta di un programma tv satirico, “I servi del popolo” (che è anche il nome del partito che ha fondato), dove interpreta il ruolo di un insegnante di provincia che finisce per essere eletto presidente dell’Ucraina. Zelensky ha annunciato la sua candidatura il 31 dicembre, a pochi minuti dalla mezzanotte, con un discorso rivolto alla nazione; come scrive Politico, ora punta a portare il suo personaggio anche nella vita vera. In Ucraina, soprattutto nel sud del paese che più ha sofferto per il conflitto ancora in corso con i separatisti sostenuti dalla Russia, un voto per Zelensky è considerato un voto contro lo status quo. Zelensky ha detto che se vincerà le elezioni presidenziali negozierà un cessate il fuoco nel Donbass e nella regione di Luhansk, dove dal 2014 è in corso un conflitto tra i separatisti filorussi e l’esercito ucraino.

Al momento gli altri due principali candidati alle elezioni presidenziali sono Yulia Tymoshenko, ex primo ministro e una delle più famose politiche ucraine, che nel 2005 guidò la cosiddetta “rivoluzione arancione” per poi essere incarcerata dal governo filorusso sulla base di accuse dubbie, e Petro Poroshenko, l’attuale presidente dell’Ucraina, che venne eletto nel 2014 dopo le grandi proteste a favore dell’avvicinamento del paese all’Unione Europea. Nessuno dei due è particolarmente amato, ed entrambi rappresentano in modo diverso la vecchia classe politica criticata da Zelensky; dall’altra parte, Tymoshenko e Poroshenko guidano partiti ben radicati e strutturati, cosa che invece manca a Zelensky.

Nonostante poi Zelensky si presenti come il paladino dell’anticorruzione, i suoi legami con l’oligarca ucraino Ihor Kolomoyskyi fanno sospettare della trasparenza della sua candidatura. Kolomoyskyi è uno dei tre uomini più ricchi del paese e possiede il canale televisivo su cui va in onda il programma di Zelensky; attualmente è coinvolto in una disputa legale con il governo ucraino per la sua cattiva gestione della più grande banca ucraina, che è stata nazionalizzata nel 2016. In molti credono che Zelensky sia sostenuto economicamente da Kolomoyskyi.

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