A Tonga stanno razionando Internet

È ancora colpa del cavo, l'unico che collegava lo stato insulare alla rete

(Hannah Peters/Getty Images)

A Tonga, lo stato insulare della Polinesia nell’oceano Pacifico, Internet non è stato ancora ripristinato e da più di 10 giorni la popolazione locale deve fare i conti con connessioni razionate tramite satellite. L’isolamento è stato causato dalla rottura dell’unico cavo sottomarino in fibra ottica per la trasmissione dei dati da e verso Tonga, avvenuta lo scorso 20 gennaio. Da allora i circa 100mila abitanti nella zona non riescono a collegarsi ai social network, a scaricare la posta elettronica e a consultare i siti. Il danno dovrebbe essere riparato entro il prossimo fine settimana, ma ci sono stati diversi ritardi e le promesse di sistemare le cose già la scorsa settimana non sono state mantenute.

Il cavo in fibra ottica che si è rotto è lungo circa 830 chilometri e metteva in comunicazione Tonga con le Fiji, a loro volta collegate a una dorsale più grande. Inizialmente Tonga Cable, la società che gestisce il cavo, aveva attribuito la rottura al brutto tempo, ma nuove indagini hanno fatto nascere il sospetto che si sia trattato di un incidente. L’ipotesi è che una nave, forse una petroliera al largo della costa, abbia calato le ancore in prossimità del cavo, rompendolo in più punti.

L’installazione del cavo risale al 2013 e fu realizzata per portare Internet ad alta velocità sulle isole principali di Tonga, che fino ad allora potevano accedere alla rete con connessioni molto lente e senza una buona disponibilità di banda. La posa del cavo era costata circa 30 milioni di dollari ed era stata finanziata dalla Banca per lo sviluppo asiatico, dalla Banca Mondiale e da Tonga Cable. Il governo di Tonga non si sarebbe potuto permettere una spesa simile da solo e questo spiega, in parte, perché in questi anni non sia mai stata pensata una soluzione alternativa, da utilizzare nel caso di un blackout dovuta alla rottura del cavo.

Ezinet, una società che offre connessioni satellitari a Internet, ha permesso in questi giorni di fornire accessi – seppure limitati – alla rete a centinaia di persone. All’esterno degli Internet point si sono formate lunghe code, composte soprattutto da chi doveva inviare email per lavoro. Per evitare un eccessivo consumo della poca banda a disposizione, il governo ha bloccato buona parte dei social network e YouTube. Senza Facebook molte famiglie hanno avuto difficoltà a rimanere in contatto con i loro parenti, emigrati verso altri paesi.

I lavori di ripristino del cavo dovrebbero terminare in pochi giorni, riportando Internet agli abitanti di Tonga. Per ora non è chiaro se sarà studiato un piano per evitare che in futuro si ripetano disservizi così prolungati, e dannosi per l’economia locale.

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