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  • sabato 19 gennaio 2019

In Francia si parla delle “flash-ball”

Sono i proiettili di gomma utilizzati dalla polizia per contrastare i "gilet gialli", e secondo alcuni andrebbero vietati perché troppo pericolosi

(AP Photo/Thibault Camus)

Da settimane in Francia si discute delle cosiddette “flash-ball”, proiettili di gomma utilizzati dalla polizia per disperdere la folla durante le manifestazioni settimanali dei “gilet gialli“, il movimento nato quasi due mesi fa per protestare contro l’aumento delle tasse sui carburanti deciso – e poi ritirato – dal governo del presidente Emmanuel Macron. Il nome tecnico dei fucili che utilizzano le flash-ball è LBD, un acronimo che sta per Lanceur de balle de défense (traducibile con “lanciatori di palle da difesa”).

I fucili di questo tipo sono stati brevettati dall’azienda francese Verney-Carron e ne esistono diverse versioni, ma quella di cui si sta discutendo di più è la LBD40, un fucile a canna singola con un calibro di 40 mm che permette di sparare fino a una distanza di 30 metri, a una velocità di 100 metri al secondo. Il fucile è stato progettato affinché i proiettili non penetrino nella carne, e l’azienda produttrice li descrive come à létalité atténuée (“meno letale”), quindi non esplicitamente “non letale”.

I fucili di questo tipo esistono dal 1990 e la polizia francese li ha in dotazione dal 2002: negli scorsi anni avevano già fatto discutere, e diverse associazioni per i diritti umani che ne avevano chiesto il divieto d’uso. Nelle ultime settimane, però, queste richieste si sono fatte sempre più insistenti, in seguito alle denunce da parte di numerosi “gilet gialli” che sono stati feriti dalle flash-ball, in alcuni casi gravemente. Il collettivo Désarmons-les, che denuncia le violenze della polizia, ha detto che in totale sarebbero state ferite gravemente 94 persone, di cui 71 proprio a causa delle flash-ball, mentre altre cifre riportate da BBC parlano di 40 feriti.

Tra questi c’è un vigile del fuoco volontario, Olivier Béziade, che durante le proteste del 12 gennaio è stato colpito alla tempia destra da un proiettile di gomma e ha riportato un’emorragia cerebrale. Per operarlo i medici gli hanno indotto un coma farmacologico, da cui è uscito il 18 gennaio. Sempre il 12 gennaio una ragazza ha riportato la frattura della mascella, e nelle settimane precedenti si stima che diverse altre persone abbiano subito fratture e ferite dolorose a causa delle flash-ball, anche se non ci sono cifre ufficiali. Sui social network sono state pubblicate molte foto che sembrano dimostrarlo: il fotografo francese David Dufresne sta raccogliendo su Twitter centinaia di queste segnalazioni (ci sono immagini molto forti). In passato c’erano stati diversi casi di persone ferite dalle flash-ball, e nel 2010 a Marsiglia un uomo era stato ucciso.

La polizia ha detto che i fucili LBD40 vengono utilizzati dalla polizia solo in casi eccezionali in cui non ci sono altri modi per difendersi, e sparando solo al torso o agli arti. Alla fine di dicembre la Corte europea per i diritti umani ha rigettato la richiesta di divieto di utilizzo delle flash-ball, portata avanti da alcuni “gilet gialli” feriti durante le manifestazioni; il 18 gennaio il ministro dell’Interno Christophe Castane ha difeso apertamente l’utilizzo di queste armi, sostenendo che senza il loro utilizzo «ci sarebbero molti più feriti». Per ora la Francia è un caso piuttosto raro in Europa e, come ha spiegato a Euronews il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, Daniele Tissone, in Italia armi del genere non sono in dotazione alle forze dell’ordine.