(Thomas Lipke / Unsplash)

Questi crostacei sono superdotati per non perdere la casa

Alcune specie di paguridi hanno organi genitali molto grandi per riuscire a far sesso senza lasciare la loro conchiglia, il bene più prezioso per la loro sopravvivenza

(Thomas Lipke / Unsplash)

Alcuni esemplari di paguridi, la famiglia di cui fanno parte il paguro bernardo e altri crostacei, hanno un pene insolitamente grande e sproporzionato, lungo quasi quanto la metà del loro corpo. È una caratteristica piuttosto nota ai ricercatori, che finora non erano però riusciti a trovare una spiegazione soddisfacente per questo particolare ingombro. Secondo un nuovo studio, da poco pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science, un pene così lungo aiuta i paguridi ad avere rapporti sessuali con le loro compagne senza dovere abbandonare la conchiglia che si portano dietro, la loro casa.

La ricerca è stata realizzata dal biologo Mark Laidre (Dartmout College, Stati Uniti) ed è nata da alcune sue osservazioni presso il National Museum of Natural History di Washington, DC. Laidre ha notato una marcata differenza nelle dimensioni dei peni a seconda delle specie, con un elemento comune tra i crostacei più dotati: quello di essere più dediti a scavare e personalizzare la loro conchiglia.

I paguridi vivono all’interno di conchiglie vuote lasciate dai molluschi e hanno la capacità di rimodellarne l’interno, scavandolo producendo sostanze chimiche corrosive. Questo lavoro, che serve a rendere più confortevole l’interno delle conchiglie, richiede tempo ed energie ai paguridi, rendendoli comprensibilmente restii ad abbandonare la loro casa, anche solo temporaneamente.

(Mark Laidre)

Nella sua ricerca, Laidre ipotizza che diverse specie di paguridi abbiano sviluppato organi sessuali più grandi proprio per evitare di lasciare la loro conchiglia, riuscendo lo stesso ad avere rapporti sessuali con le loro compagne, seppure con la voluminosa casa che si portano appresso. Laidre ha verificato la sua ipotesi studiando il paguro caraibico (Coenobita clypeatus) e decine di altre specie con diverse caratteristiche e habitat. Lo ha fatto prendendo le misure di più di trecento esemplari, valutando il rapporto tra la lunghezza del pene e il corpo di ognuno.

Messi insieme i dati, il ricercatore ha concluso che, più una specie personalizza l’interno della propria conchiglia, più è lungo il pene rispetto alle dimensioni del corpo. Laidre ha inoltre analizzato altre variabili per escludere che le maggiori dimensioni dell’apparato produttivo fossero dovute a particolari condizioni anatomiche, o agli habitat in cui vivono le diverse specie di paguridi.

Rapporto corpo/pene in alcune specie di paguridi (Mark Laidre)

Per molte specie di paguridi di terra, la conchiglia è fondamentale per la sopravvivenza e viene quindi adattata costantemente, man mano che l’animale cresce. La perdita della conchiglia e l’impossibilità di trovarne una nuova e adatta entro 24 ore può determinare la morte del crostaceo, per essiccazione o in seguito all’attacco da parte di un predatore in una fase di alta vulnerabilità.

Durante il rapporto sessuale, i paguridi si allineano in modo da mostrare a vicenda l’apertura delle loro conchiglie e si avvicinano il più possibile, fino a quando il maschio può depositare lo sperma nella partner, senza doversi allontanare dalla propria conchiglia. Il processo non prevede una penetrazione vera e propria, e questo semplifica in parte le cose. Il rapporto viene consumato molto rapidamente e di solito in aree nascoste, per evitare ulteriori pericoli.

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