Russell Westbrook, a destra, e DeMar DeRozan (AP Photo/Darren Abate)
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  • venerdì 11 gennaio 2019

L’incredibile partita NBA tra San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder

Si è giocata stanotte ed è finita dopo due tempi supplementari con notevoli record personali e numeri che non si vedevano da anni

Russell Westbrook, a destra, e DeMar DeRozan (AP Photo/Darren Abate)

Nella notte tra giovedì e venerdì si è giocata la partita di NBA, il campionato di basket nordamericano, tra San Antonio Spurs e Oklahoma City Thunder, due squadre della Western Conference (uno dei due gironi in cui è divisa la NBA) che hanno buone possibilità di giocare i playoff. La partita, vinta dagli Spurs per 154 a 147, è stata incredibile e secondo diversi siti sportivi americani potrebbe diventare la “partita dell’anno“.

È finita dopo due tempi supplementari, con record personali e numeri che non si vedevano su un campo NBA da molto tempo: per esempio era da più di un decennio che i punti segnati in una sola gara non superavano i 300. Tra le altre cose notevoli: i 56 punti di LaMarcus Aldridge (punteggio più alto mai realizzato in carriera), i 24 assist di Russell Westbrook (numero di assist più alto mai realizzato in carriera), i 14 canestri da tre punti consecutivi segnati a inizio partita dai San Antonio Spurs (prima volta per una squadra NBA nelle ultime 20 stagioni) e la 1.222esima vittoria in carriera per Gregg Popovich, allenatore degli Spurs e da questa notte terzo allenatore più vincente della storia NBA.

Il giocatore più sorprendente della partita è stato senza dubbio LaMarcus Aldridge, che ha segnato il suo record personale di punti (56) con percentuali molto alte (20/33 dal campo, e 16/16 ai tiri liberi). Nella storia dei San Antonio Spurs, solo due giocatori avevano fatto meglio di lui: David Robinson segnò 71 punti nel 1994, George Gervin ne segnò 63 nel 1978.

Un altro record personale notevole è stato quello di Russell Westbrook, uno dei due più forti giocatori di Oklahoma (l’altro è Paul George). Westbrook, che da diverse settimane sta faticando parecchio a fare canestro, ha fatto una cosiddetta “tripla doppia” come se ne vedono poche (“tripla doppia” significa che si raggiunge la doppia cifra in tre voci statistiche tra punti, rimbalzi, assist, recuperi o stoppate): ha segnato 24 punti, preso 13 rimbalzi ma soprattutto ha servito 24 assist, moltissimi e alcuni bellissimi. Secondo l’Elias Sports Bureau, società che si occupa di statistiche degli sport americani, l’unico altro giocatore che aveva fatto almeno 24 punti, 24 assist e 10 rimbalzi in una sola partita era stato Isiah Thomas, uno dei più forti di sempre, in una gara del 1985.

Un altro dato rilevante della partita di questa notte tra San Antonio e Oklahoma è stato il numero di canestri da tre punti consecutivi segnati dagli Spurs: 14, nuovo record della NBA (di cui 3 consecutivi dell’italiano Marco Belinelli). È una statistica ancora più curiosa se si considera che gli Spurs sono la squadra che tenta meno tiri da tre punti dell’intero campionato, probabilmente anche per le idee di basket di Popovich, considerato uno degli allenatori più forti e vincenti di sempre, ma che di recente si era espresso nettamente contro la tendenza di tirare sempre più da lontano.

Parlando di Popovich: con la vittoria di questa notte, l’allenatore dei San Antonio Spurs ha ottenuto la sua 1222esima vittoria in carriera, superando Jerry Sloan, coach per molti anni degli Utah Jazz, nella classifica degli allenatori più vincenti della storia NBA. Popovich ora è al terzo posto, poco più di un centinaio di vittorie da Lenny Wilkens (1332) e Don Nelson (1335).

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