In Belgio una nuova legge regionale vieta la macellazione rituale a ebrei e musulmani

È passata col sostegno del principale partito nazionalista di destra e degli animalisti, ma le minoranze religiose non sono contente

Una macelleria halal a Bruxelles nel 2016. (Winfried Rothermel/picture-alliance/dpa/AP Images)

L’1 gennaio, nella regione delle Fiandre, in Belgio, è entrata in vigore una legge che di fatto impedisce la macellazione rituale prevista dalla religione islamica e da quella ebraica. Il divieto era stato approvato nel 2017: era stato proposto dal partito nazionalista di destra Nuova Alleanza Fiamminga (NVA) e sostenuto anche dagli attivisti dei diritti degli animali. La nuova legge obbliga tutti i processi di macellazione ad essere preceduti da uno “stordimento” dell’animale: cosa che invece non è prevista nella macellazione rituale islamica ed ebraica, secondo cui l’animale dev’essere ucciso quando è ancora cosciente. Anche le leggi europee prevedono che gli animali da macello vadano prima storditi, ma a differenza della nuova misura belga accettano deroghe per motivi religiosi.

Negli ultimi anni i politici di destra hanno usato la questione della macellazione rituale come scusa per attaccare le comunità musulmane in tutta Europa. Il Belgio ha una popolazione di 11 milioni di persone, di cui circa 50 mila sono musulmani e 30 mila ebrei: secondo i rappresentanti delle due minoranze religiose, la nuova legge è una forma di discriminazione nei loro confronti mascherata con intenti animalisti.

Le leggi europee prevedono lo “stordimento” per evitare agli animali sofferenze inutili e per rendere l’intero processo più accettabile per il consumatore. I metodi per lo stordimento sono tre e dipendono dalla dimensione dell’animale: bovini ed equini vengono storditi con una pistola a proiettile captivo, che li colpisce sul cranio con un chiodo metallico lungo alcuni centimetri; per i suini e il pollame di solito viene usato l’elettroshock, mentre altri animali vengono storditi con il gas. La macellazione può avvenire soltanto in mattatoi autorizzati.

Secondo la religione ebraica e quella musulmana, invece, l’animale deve essere in perfetta salute e senza nessun difetto. L’uccisione avviene con un unico taglio netto del collo: solo in questo modo la carne può essere considerata kosher (per gli ebrei) o halal (per i musulmani). I due termini significano “cibo lecito”, adatto alla consumazione, ed indicano il cibo preparato secondo i dettami religiosi di Ebraismo e Islam. Le autorità religiose sostengono che lo stordimento contravvenga ai precetti della religione, perché l’animale non è in perfetta salute al momento dell’uccisione, ma di fatto è permesso in alcuni paesi a maggioranza musulmana come la Malesia.

Gli ebrei e i musulmani delle Fiandre potranno comunque importare carne kosher e halal dagli altri paesi europei in cui la macellazione rituale è ancora permessa grazie ad una deroga alle leggi europee, già applicata in Francia, Germania, Regno Unito e Italia. Al momento solo Svezia, Danimarca, Finlandia, Lituania e Slovenia hanno posto un divieto totale sulla macellazione rituale (anche in Norvegia, Svizzera e Islanda la macellazione rituale è vietata), mentre in Austria la regolamentazione è così severa che rende difficile macellare la carne seguendo i precetti ebraici o islamici.

Per i membri delle comunità ebraiche belghe il divieto della macellazione rituale è un chiaro segnale: «Tecnicamente la differenza è minima» ha detto ad Haaretz Nechemiah Schuldiner, leader della comunità di ebrei ortodossi Shomre Hadas di Anversa, la capitale delle Fiandre, «il problema è il messaggio che [questo divieto] manda. È come se dicesse agli ebrei: “non vi vogliamo qui”». Schuldiner sostiene che la nuova legge sia il «preludio ad altri divieti contro i rituali religiosi ebraici», come la circoncisione dei bambini maschi. Attualmente in nessun paese europeo esiste un divieto che riguardi la circoncisione rituale.

Anche la comunità musulmana non è contenta del divieto. Al New York Times  uno dei leader della comunità islamica Saatci Bayram ha detto che il governo aveva chiesto un parere sulla nuova legge, che però non è stato preso in considerazione: «Il divieto è stato presentato dagli animalisti come una rivelazione, ma nell’Islam sono 1500 anni che va avanti il dibattito sul benessere degli animali. La nostra macellazione rituale è indolore». Joos Roets, un avvocato che rappresenta diverse organizzazioni islamiche, sempre intervistato dal New York Times, ha detto che il divieto è stato fatto per discriminare le comunità musulmane, piuttosto che proteggere il benessere degli animali.

La questione della macellazione rituale è al centro di molte discussioni in tutta Europa: ad agosto il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva pubblicato un tweet contro la macellazione rituale per l’Eid al-Fitr, la festività musulmana che segna la fine del mese di digiuno del Ramadan. Nel 2011 una legge simile era stata proposta nei Paesi Bassi, ma, dopo essere passata alla Camera grazie al sostegno del Partito per la Libertà di Geert Wilders, di destra radicale, non era stata approvata dal Senato. In Polonia il divieto era stato pensato come modo per arginare l’arrivo di migranti da paesi musulmani, ma la legge era stata annullata da una sentenza della Corte Suprema nel 2014.

Per il momento il divieto è entrato in vigore soltanto nelle Fiandre, una delle tre regioni che compongono lo stato federale del Belgio. Il 31 agosto anche in Vallonia dovrebbe entrare in vigore un provvedimento simile, approvato già nel giugno del 2017. A Bruxelles, la terza regione del Belgio che comprende tutto il territorio della capitale, non è stato emesso alcun divieto.