L’oggetto spaziale più distante mai visitato

La sonda spaziale New Horizons ha sorvolato Ultima Thule, un corpo celeste a 6,4 miliardi di chilometri da noi, per aiutarci a scoprire nuove cose sul Sistema Solare

L'immagine più dettagliata arrivata finora di Ultima Thule, scattata dalla sonda New Horizons a una distanza di circa 28mila chilometri dall'oggetto spaziale (NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)

A oltre 6,4 miliardi di chilometri da noi, la sonda spaziale della NASA New Horizons ha compiuto con successo un passaggio ravvicinato a Ultima Thule, un oggetto spaziale che potrebbe aiutarci a capire meglio come si formò il nostro Sistema Solare miliardi di anni fa. È la prima volta che una sonda spaziale sorvola un corpo celeste così distante dalla Terra e che si trova nella fascia di Kuiper, un’area del sistema solare oltre l’orbita del pianeta Nettuno densa di oggetti congelati e sui quali sappiamo ancora poche cose.

New Horizons è in viaggio attraverso il sistema solare da molto tempo: lanciata nel 2006, finora si era fatta notare soprattutto per il suo passaggio ravvicinato al pianeta nano Plutone nel 2015, la prima sonda ad averlo mai raggiunto, rivelandoci più nel dettaglio il suo aspetto e la sua composizione. Da allora New Horizons ha continuato ad accelerare attraverso il Sistema Solare con l’obiettivo di avvicinarsi il più possibile a Ultima Thule, un oggetto spaziale relativamente piccolo con un’estensione massima di 30 chilometri.

Riuscire a centrare l’obiettivo non è stato semplice per i ricercatori della NASA, qui sulla Terra. Oltre a non essere molto grande, Ultima Thule è appena visibile data la sua grande distanza dal Sole. Un segnale inviato e ricevuto da New Horizons impiega inoltre sei ore per compiere tutta la distanza, quindi la sonda è stata controllata con un piano di volo programmato, senza la possibilità per i tecnici della NASA di intervenire in tempo reale se qualcosa fosse andato storto durante il passaggio ravvicinato. Sono state necessarie diverse ore, nella giornata di martedì 1 gennaio, prima che fossero disponibili i primi dati dalla sonda per confermare il suo incontro con Ultima Thule.

Un’immagine di Ultima Thule scattata da New Horizons prima del suo passaggio ravvicinato (NASA)

Nella serata di martedì 2 gennaio, la NASA ha ricevuto maggiori informazioni dalla sonda, comprese le prime fotografie ad alta definizione dell’oggetto spaziale. Una prima immagine di Ultima Thule ottenuta durante l’avvicinamento di New Horizons, quindi qualche ora prima del passaggio ravvicinato, mostrava un oggetto roccioso con una forma simile a una coscia di pollo. L’immagine era però molto sgranata, con l’oggetto spaziale su una scala di cinque per sei pixel.

La nuova immagine più dettagliata mostra meglio la forma dell’oggetto spaziale, che si ipotizza si sia formato dalla fusione di due corpi celesti più piccoli.

L’immagine più dettagliata arrivata finora di Ultima Thule, scattata dalla sonda New Horizons a una distanza di circa 28mila chilometri dall’oggetto spaziale (NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute)

Nelle prossime settimane New Horizons invierà altri dati sulle dimensioni e sulle caratteristiche di Ultima Thule. La NASA stima che saranno comunque necessari fino a 20 mesi per ottenere dalla sonda tutte le informazioni che ha raccolto.

Da circa 30 anni sappiamo dell’esistenza della fascia di Kuiper e da allora gli astronomi stanno cercando di comprenderne meglio la composizione. Si ipotizza che la fascia sia occupata da milioni di corpi celesti formati per lo più da ghiaccio. A differenza della fascia principale, che si estende tra Marte e Giove, quella di Kuiper non ospita asteroidi, ma frammenti che divennero una sorta di scarto dopo il processo di formazione del nostri Sistema Solare, circa 4,5 miliardi di anni fa. Da allora sono rimasti praticamente invariati, quindi il loro studio potrebbe fornire importanti informazioni per capire come si formarono i pianeti, compreso quello che abitiamo.

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