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  • mercoledì 26 dicembre 2018

Una donna argentina vittima di tratta è stata liberata dopo 32 anni

Era stata rapita quando aveva 13 anni: è stata trovata insieme a suo figlio in Bolivia, dove viveva come schiava in un garage

Una foto della polizia argentina in cui si vedono gli agenti che riportano a casa la donna rapita 32 anni fa e suo figlio (El Clarín)

Una donna argentina sequestrata negli anni Ottanta da trafficanti di esseri umani è stata ritrovata dopo 32 anni in Bolivia, a Bermejo, ed è stata riportata a casa. L’operazione è stata condotta dalla polizia argentina e boliviana insieme.

La donna era stata rapita nel 1987 quando aveva 13 anni: ora ne ha 45 e nel frattempo ha avuto un figlio, che ha 13 anni. Da quanto si sa, la donna – che dai giornali locali è stata identificata solo con una iniziale, “P” – era stata ingannata con la promessa di benessere e lavoro ed era stata portata in Bolivia con la sorella maggiore, che aveva appena avuto un bambino. Tre mesi dopo, la sorella era riuscita a liberarsi e a tornare a casa, lasciando però “P” e il figlio di pochi mesi. Una volta tornata a casa, a Mar del Plata, aveva raccontato quello che le era successo: aveva detto che lei, “P” e il bambino erano stati portati ​​in Bolivia e che l’uomo che le aveva rapite le aveva costrette a lavorare in un bordello di proprietà della sorella di lui. Non era però riuscita a indicare il luogo preciso in cui si trovavano, né la città. Le indagini, a quel tempo, non avevano portato a nulla.

Alla fine del 2017 c’era stata una svolta. La polizia aveva saputo che “P” poteva trovarsi vicino al mercato centrale di Bermejo e che aveva un figlio di tredici anni. L’Ufficio del procuratore federale di Orán, dipartimento argentino che si trova nella parte settentrionale della provincia di Salta, vicino al confine con la Bolivia, aveva deciso di estendere le indagini coinvolgendo la polizia nazionale boliviana. Tra lo scorso ottobre e lo scorso novembre, la posizione della donna erano stata confermata ed erano state organizzate le operazioni per la sua liberazione.

El Clarín ha scritto che “P” e il figlio (di cui non si sa molto, se non l’età) sono stati ritrovati sabato 22 dicembre: vivevano come schiavi in un garage in condizioni estremamente precarie. La porta era chiusa con un doppio lucchetto e non avevano documenti. Quando sono stati salvati, entrambi erano sottopeso, soprattutto lei. Le indagini sui rapitori sono ancora in corso: secondo la polizia potrebbero esserci altri casi simili.