Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede festeggia l'approvazione del ddl anticorruzione. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

La legge “anticorruzione” è stata approvata

È il provvedimento che il M5S ha promosso col nome "spazza-corrotti", che tra le altre cose comprende la riforma della prescrizione

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede festeggia l'approvazione del ddl anticorruzione. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Martedì sera la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge (ddl) anti-corruzione, promosso dai suoi sostenitori con il nome di “spazza-corrotti”: una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle che fu presentata per la prima volta poco più di tre mesi fa. Nella votazione finale alla Camera, i favorevoli sono stati 304, i contrari 106, gli astenuti 19. Il provvedimento, che aumenta le pene per i reati di corruzione e introduce la figura dell’agente sotto copertura nelle indagini sui reati contro la pubblica amministrazione, non era ben visto – oltre che dall’opposizione – anche da molti parlamentari della Lega, alleata del M5S.

Nella precedente votazione alla Camera, sul provvedimento era stato approvato un emendamento dell’ex deputato del M5S Catello Vitiello che ammorbidiva le pene per il reato di peculato: era stato votato a scrutinio segreto e il governo era stato battuto con i voti di diversi “franchi tiratori”, secondo molti provenienti dalla Lega. Al Senato, invece, il governo aveva posto la questione di fiducia. Tra le misure principali del provvedimento ci sono:

  • L’aumento delle pene per i reati di corruzione, con il minimo che passa da uno a 3 anni e il massimo che passa da 6 ad 8 anni di reclusione;
  • Il divieto per i condannati per reati di corruzione di fare affari a qualsiasi titolo con la pubblica amministrazione (è il famoso “daspo” contro i corrotti). Il “daspo” dura da un minimo di 5 anni fino all’interdizione a vita;
  • La prescrizione – non solo per i reati di corruzione – non si applicherà più dopo la sentenza di primo grado, che sia di condanna o di prescrizione (a partire dal 2020). È stata una delle misure più contestate e controverse, sulla quale ci sono stati più scontri nella maggioranza. L’ha voluta il M5S;
  • La possibilità di utilizzare agenti sotto copertura anche per i reati di corruzione;
  • Per i reati di corruzione la confisca dei beni rimane anche in caso di amnistia o prescrizione se si è già arrivati a una condanna almeno di primo grado;
  • Il reato di millantato credito viene assorbito da quello di traffico di influenze (chi assicura di poter influenzare un pubblico ufficiale viene punito ugualmente sia che lo abbia influenzato veramente, sia nel caso stesse mentendo).
  • Viene eliminata la possibilità di restare anonimi per chi fa donazioni a partiti, fondazioni o altri organismi politici.

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