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  • lunedì 10 dicembre 2018

«Non respiro»

Sono state le ultime parole del giornalista saudita Jamal Khashoggi, dice CNN citando la trascrizione della registrazione audio dell'omicidio

Jamal Khashoggi (AP Photo/Virginia Mayo, File)

CNN ha scritto domenica che le ultime parole prima di morire di Jamal Khashoggi, giornalista e dissidente saudita ucciso nel consolato saudita a Istanbul, in Turchia, lo scorso 2 ottobre, sono state: «Non respiro. Non respiro. Non respiro».

La fonte dell’informazione pubblicata da CNN è rimasta anonima. CNN – sempre molto ben informata sulle cose turche – ha spiegato che la fonte ha letto la traduzione della trascrizione dell’audio registrato all’interno del consolato saudita a Istanbul il giorno dell’omicidio di Khashoggi, che il governo turco ha consegnato a metà novembre alle intelligence di alcuni paesi occidentali. Il governo turco non ha spiegato come è entrato in possesso dell’audio, ma secondo diversi osservatori la Turchia aveva installato delle microspie nel consolato, una pratica che non può essere svelata pubblicamente perché irregolare: questo sarebbe il motivo per cui praticamente tutte le informazioni sull’omicidio di Khashoggi sono state diffuse usando fonti anonime riprese da giornali turchi e americani. Alcuni dei dettagli contenuti nella trascrizione vista dalla fonte di CNN sono inoltre compatibili con le informazioni diffuse in precedenza, anche se quella di CNN è la ricostruzione più completa pubblicata finora sul contenuto dell’audio.

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Nella trascrizione audio, ha detto la fonte a CNN, emerge che durante l’omicidio di Khashoggi sono state fatte alcune telefonate di aggiornamento della situazione, che secondo funzionari turchi sarebbero state dirette a Riyadh, la capitale saudita.

All’inizio dell’audio si sentirebbe Khashoggi dire, «Non potete farlo, ci sono persone che mi stanno aspettando fuori», riferendosi alla sua fidanzata, Hatice Cengiz, che lo aveva accompagnato al consolato dove doveva ritirare alcuni documenti. Dopo questa frase, ha aggiunto la fonte, si sentono rumori di vario tipo, come di un’aggressione, fino a che si sente di nuovo la voce di Khashoggi dire ripetutamente «non respiro». La trascrizione mostra come l’uccisione di Khashoggi non sia stata immediata, ma non è chiaro il momento esatto della morte. Nella parte finale, ha detto la fonte confermando le informazioni già diffuse in precedenza, si sente la voce di un agente saudita, il medico forense Salah Muhammad al Tubaiqi, suggerire alle altre persone nella stanza di mettersi le cuffiette per ascoltare della musica, presumibilmente per non sentire il rumore delle operazioni di smembramento del corpo di Khashoggi.

Secondo le ricostruzioni e le indagini svolte finora, Khashoggi è stato ucciso da un gruppo di agenti sauditi mandati a Istanbul dal potente principe ereditario Mohammed bin Salman. L’Arabia Saudita ha sostenuto che gli agenti fossero stati incaricati di catturare Khashoggi e riportarlo in territorio saudita, ma le ricostruzioni più accreditate sostengono che l’obiettivo della missione fosse quello di uccidere Khashoggi e far sparire il corpo.