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  • giovedì 6 dicembre 2018

La condanna all’ex arcivescovo di Adelaide per aver nascosto gli abusi sessuali di un prete è stata cancellata in appello

La condanna all’ex arcivescovo di Adelaide Philip Wilson per aver nascosto gli abusi sessuali di un prete è stata cancellata in appello. A luglio, Wilson era diventato il più alto prelato cattolico al mondo a essere stato condannato per questo tipo di reato, accusato di aver nascosto gli abusi sessuali di un sacerdote su alcuni chierichetti negli anni Settanta. Wilson era stato condannato a un anno di carcere – che stava scontando però agli arresti domiciliari – e si era dimesso da arcivescovo di Adelaide, ma il giudice del processo di appello ha stabilito che la sua colpevolezza non fosse stata dimostrata “oltre ogni ragionevole dubbio”, cancellando la condanna.

I fatti per cui Wilson era stato condannato sono avvenuti negli anni Settanta nel New South Wales, uno stato dell’Australia sud-orientale, e hanno a che fare con gli abusi commessi da un prete, James Patrick Fletcher, poi condannato per nove casi di violenze sessuali su minori nel 2004 e morto in carcere due anni dopo. Wilson all’epoca era un assistente sacerdote a Maitland, una città di 70mila abitanti nel New South Wales. Durante il processo una delle vittime, l’ex chierichetto Peter Creigh, aveva dichiarato di aver descritto nei dettagli a Wilson nel 1976 l’abuso che aveva ricevuto, cinque anni dopo che era stato commesso. Un’altra vittima aveva testimoniato che Wilson gli aveva detto che stava dicendo delle bugie e gli aveva ordinato di recitare dieci preghiere come punizione. Wilson ha sempre negato le accuse.

L'arcivescovo Philip Wilson, al centro, in tribunale (Australian Broadcasting Corporation via AP)