• Scienza
  • venerdì 16 novembre 2018

Gli Stati Uniti vogliono vietare le sigarette al mentolo

Ma sarà un processo complicato che troverà l'opposizione di molte categorie, e che farà discutere soprattutto gli afroamericani (perché?)

(Drew Angerer/Getty Images)

La Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa delle regole sui prodotti alimentari e farmaceutici, ha annunciato che lavorerà per attuare un divieto sulle sigarette con il mentolo, un estratto dell’olio essenziale della menta usato come additivo in vari prodotti alimentari e cosmetici. In aggiunta, la FDA ha annunciato future restrizioni alla vendita delle ricariche aromatizzate per le sigarette elettroniche, e per vietare del tutto i sigari aromatizzati.

Almeno per quanto riguarda le sigarette al mentolo, ci vorranno però degli anni prima che siano messe insieme le regolamentazioni necessarie perché entri effettivamente in vigore il divieto, e prima che siano risolti tutti i ricorsi che verranno presentati dai produttori. Ciononostante, il New York Times l’ha definita «l’azione più aggressiva della FDA contro l’industria del tabacco in quasi dieci anni», in un paese in cui le campagne e i provvedimenti dello Stato contro il fumo sono stati estremamente severi ed efficaci.

Le sigarette al mentolo sono molto diffuse negli Stati Uniti, soprattutto tra gli adolescenti e tra gli afroamericani: il commissario della FDA Scott Gottlieb ha fatto riferimento proprio a questo nel suo comunicato, in cui ha scritto di ritenere che «questi prodotti al mentolo rappresentano una delle più comuni e dannose strade attraverso le quali i ragazzi si avvicinano alle sigarette. Inoltre, credo che colpiscano negativamente e in modo sproporzionato le comunità svantaggiate».

Il mentolo viene aggiunto alle sigarette dagli anni Venti, per fornire una sensazione di maggiore freschezza nella bocca e nella gola del fumatore, riducendo anche la sensazione di irritazione causata dal fumo. Esistono vari studi che dimostrano che le sigarette al mentolo sono più attraenti per i ragazzi, e che sia più difficile smettere di fumarle. Lo confermò anche la stessa FDA nel 2013, stabilendo che rappresentavano complessivamente una minaccia più grave delle sigarette normali per la salute.

Sono anni che si discute di un possibile divieto sulle sigarette al mentolo, anche se nel precedente giro di restrizioni negoziato dai produttori e dalla FDA, quello del 2009 che bandì le sigarette aromatizzate alla frutta, la questione venne lasciata irrisolta. Tra le principali preoccupazioni della FDA c’era creare un mercato clandestino, vista la loro grande popolarità. È stata anche la principale argomentazione dei produttori di tabacco: Reynolds, la seconda industria statunitense del tabacco (quella di Camel e Pall Mall, per intenderci), ha speso soltanto l’anno scorso quasi 12 milioni di dollari per opporsi a un divieto sulle sigarette al mentolo ordinato a San Francisco, finanziando tra gli altri alcuni leader delle comunità afroamericane. Le sigarette al mentolo rappresentano circa metà degli oltre 12 miliardi di dollari di fatturato di Reynolds. Per altre multinazionali come Philip Morris il peso delle sigarette al mentolo, per quanto significativo, è molto inferiore.

Alcune marche di sigarette come Newport (sempre di proprietà di Reynolds), negli anni hanno diretto le proprie pubblicità delle sigarette al mentolo specificamente al mercato degli afroamericani, tra le proteste di molti medici ed esperti di salute. Questo perché nel 2017 fumava sigarette al mentolo l’81 per cento dei fumatori neri, contro il 46 per cento di quelli ispanici e il 29 per cento di quelli bianchi. Tra gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni, invece, la percentuale di fumatori che scelgono le sigarette al mentolo è del 45 per cento (del 52 per cento tra i soli adolescenti neri). «Il mentolo è una rampa verso il fumo per i ragazzi. L’irritazione, la tosse che arriva con la prima sigaretta, è mascherata dal mentolo», ha detto Gottlieb.

Per quanto riguarda le sigarette elettroniche aromatizzate, la FDA ha fatto un passo indietro rispetto all’annunciato divieto di vendita nei supermercati e nelle stazioni di servizio, che aveva agitato l’industria negli scorsi mesi. La FDA ha detto che potranno continuare a essere venduti, ma solo in aree dei negozi inaccessibili ai minori (non è ancora molto chiaro cosa vorrà dire, concretamente), aggiungendo che saranno inaspriti i controlli sull’età per le vendite online. Nei giorni scorsi erano trapelate indiscrezioni su un divieto molto più severo, ma secondo il New York Times alla FDA mancava l’autorità legale per imporlo.

La preoccupazione per un simile provvedimento è bastata perché Juul Labs, che controlla il 72 per cento del mercato statunitense, iniziasse a ritirare dal mercato alcuni dei gusti più popolari delle sue ricariche, come mango e frutta. Gottlieb ha invitato tutte le aziende a ritirare questi gusti, e ha difeso la misura della FDA, sostenendo che il divieto bloccherà le vendite di sigarette elettroniche aromatizzate agli adolescenti nei posti dove vi hanno maggiore accesso, cioè i supermercati.

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