• Mondo
  • giovedì 13 settembre 2018

Gli Stati Uniti hanno un problema con gli adolescenti e le sigarette elettroniche

Sono popolarissime tra i giovani, soprattutto quelle di un'azienda ben precisa: il governo americano le ha dato un ultimatum

Una ragazza di 15 anni mostra la sua sigaretta elettronica Juul, l'11 aprile 2018, a Cambridge, in Massachusetts (AP Photo/Steven Senne)

La Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia governativa statunitense che si occupa della sicurezza dei farmaci, ha detto che l’uso delle sigarette elettroniche da parte degli adolescenti ha le dimensioni di un’epidemia, e ha dato un ultimatum alle aziende che le producono e ai loro rivenditori: hanno 60 giorni per dimostrare di poter tenere i minorenni lontani dai propri prodotti. Se non dovessero riuscirci, l’FDA potrebbe decidere di vietarne la vendita. Per ora l’ente ha stabilito che chi vende sigarette elettroniche ai minori di 21 anni, cosa già proibita dalle leggi federali, deve pagare multe che possono arrivare fino a 11.182 dollari, l’equivalente di quasi 10mila euro.

L’ultimatum riguarda soprattutto Juul Labs, l’azienda che secondo Nielsen controlla il 72 per cento del mercato statunitense. Le sigarette elettroniche di Juul hanno un design molto elegante – sembrano penne USB allungate – e sono così popolari che il loro nome è diventato un verbo: negli Stati Uniti to juul significa appunto fumare una sigaretta elettronica, è simile allo “svapare” che capita di sentire in Italia. Le sigarette elettroniche sono arrivate sul mercato come una soluzione per fumatori intenzionati a smettere, ma negli ultimi anni sono diventate una grossa moda tra gli adolescenti: sul New Yorker la giornalista Jia Tolentino le ha definite una «forma di piacere contemporaneo» simile all’atto di scorrere le foto su Instagram.

Cercando su Instagram account con nomi simili a “doit4juul” si può vedere come gli adolescenti americani personalizzino le Juul come hanno sempre fatto con zaini e diari, e come le usino per creare video buffi e meme. Diversamente da altre sigarette elettroniche, le Juul non si ricaricano versando il liquido da fumare al loro interno, ma attaccandoci delle piccole boccette; le ricariche sono disponibili in otto gusti diversi, tra cui menta, mango e cetriolo. Il fatto che l’atto di fumarle non sia definito “fumare” non è una cosa da nulla: fa intuire che per chi non ha mai fumato sigarette tradizionali, ma sempre e solo Juul, questi oggetti non abbiano nulla a che vedere con i cilindretti di tabacco che fanno venire il tumore ai polmoni.

L’FDA ha stimato che negli Stati Uniti, dove ogni anno 480mila persone muoiono a causa del fumo, i ragazzi delle scuole medie e superiori che nel 2017 usavano regolarmente le sigarette elettroniche fossero più di due milioni. Le sigarette elettroniche non contengono le sostanze cancerogene delle sigarette tradizionali, e in generale contengono molte meno sostanze, ma creano comunque dipendenza per via della nicotina. E i cervelli degli adolescenti sono più sensibili a sviluppare una dipendenza da questa sostanza – che ha un effetto stimolante o calmante a seconda delle situazioni – rispetto a quelli degli adulti.

Le ricariche per le sigarette Juul in particolare contengono un’alta concentrazione di nicotina e acido benzoico, una sostanza che aggiunta ai sali di nicotina ricavabili dal tabacco ne consente un più rapido assorbimento, come fa l’ammoniaca per le sigarette tradizionali.

Dopo l’ultimatum della FDA, una portavoce di Juul ha diffuso questo messaggio: «Juul Labs collaborerà attivamente con l’FDA per soddisfare le sue richieste. Siamo impegnati a prevenire che i minorenni usino il nostro prodotto e vogliamo essere parte della soluzione al problema che riguarda i giovani e le sigarette elettroniche». È probabile che tra le altre cose l’azienda dovrà cambiare il proprio negozio online, per rendere impossibile l’acquisto di grossi quantitativi di ricariche: dato che per comprare qualcosa sul sito bisogna fornire i dati di molti documenti in modo da provare di avere più di 21 anni, molti ragazzi comprano le ricariche illegalmente da persone che ne acquistano in gran numero online. Finora Juul Labs aveva cercato di dimostrare il proprio impegno a evitare il “juuling” da parte dei ragazzi, chiedendo a Instagram, Facebook e Amazon di rimuovere 5.500 immagini rivolte ai giovani che invitavano all’uso delle sigarette: da gennaio a luglio le immagini sono state in parte rimosse, ma altre si sono diffuse dopo.

Non è detto però che l’ultimatum dell’FDA porti a una soluzione rapida della questione, anzi. Secondo molti esperti di questioni legali, la situazione potrebbe evolversi con uno scontro nei tribunali se l’FDA deciderà di limitare la vendita delle sigarette elettroniche o misure simili. Inoltre bisogna considerare che anche se i minori di 21 anni smettessero di comprare le Juul, la questione dell’epidemia di dipendenza da nicotina non sarebbe risolta. Come ha spiegato al New York Times Diana Zuckerman, presidente del National Center for Health Research, una ong che si occupa di questioni di salute pubblica, il cervello continua a essere molto sensibile alla nicotina fino ai 26 anni, dunque il problema della diffusione della dipendenza rimarrebbe.

Mostra commenti ( )