• Brevi
  • Giovedì 15 novembre 2018

La distruzione di Paradise, dall’alto

È la città più danneggiata dall'incendio nella California settentrionale: sono morte 56 persone e non rimane in piedi praticamente niente

Quel che resta di un quartiere a Paradise, California, 15 novembre 2018
(JOSH EDELSON/AFP/Getty Images)
Quel che resta di un quartiere a Paradise, California, 15 novembre 2018 (JOSH EDELSON/AFP/Getty Images)

Le foto scattate dall’alto a Paradise, una città di 26mila abitanti a nord di Sacramento, in California, mostrano chiaramente lo stato di devastazione in cui si trova a causa del Camp Fire, l’incendio che c’è da giorni nella California settentrionale. Soltanto qui ha provocato la morte di 56 persone mentre i dispersi sono 300: è l’incendio più grave di sempre nella storia dello stato. Di case, scuole, parcheggi, alberi non resta quasi niente e come ha detto Michael Zuccolillo, un consigliere comunale della città, il 95 per cento di Paradise è distrutto e il rimanente 5 per cento sono edifici che stanno a malapena in piedi: «Chiunque aveva una casa a Paradise probabilmente non ce l’ha più».

Il Camp Fire è iniziato giovedì 8 novembre vicino a Pulga, una piccola comunità nel nord circondata dalla foresta nazionale di Plumas, e grazie ai venti forti e alla siccità si è diffuso rapidamente. Altri incendi si sono sviluppati in altre zone della California: nel Sud, in particolare, il cosiddetto Woolsey Fire ha causato la morte di tre persone, distrutto più di 500 strutture a Malibu e portato all’evacuazione di 75mila abitazioni. Le attività di contenimento degli incendi proseguono ormai da giorni, con risultati migliori nel sud della California, nella zona di Los Angeles, e con maggiori difficoltà più a nord. I circa 9.400 vigili del fuoco al lavoro dicono che saranno necessarie ancora due settimane prima di avere pienamente la situazione sotto controllo.