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Pernigotti chiude la storica fabbrica di Novi Ligure

Il marchio resterà ma i celebri gianduiotti saranno prodotti da altri, forse all'estero

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L’azienda dolciaria Pernigotti chiude lo stabilimento produttivo di Novi Ligure, in Piemonte, per volere del gruppo alimentare turco Toksöz, dal 2013 proprietario dell’azienda; il marchio non verrà chiuso o ceduto e la produzione sarà affidata ad altre aziende, forse all’estero. L’azienda, fondata nel 1860 e famosa per il gianduiotto, licenzierà 100 delle 200 persone che impiega (50 alla produzione nello stabilimento che verrà chiuso e le restanti nel marketing e nell’amministrazione). La notizia è stata data martedì da Tiziano Crocco, segretario generale dell’Unione italiana dei lavori agroalimentari (Uila) dopo l’incontro dei sindacati con l’amministratore delegato: «I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano», ha aggiunto. Oggi, mercoledì, i sindacati incontreranno il sindaco di Novi Rocchino Muliere, mentre sono già state annunciate proteste davanti ai cancelli della fabbrica.

Pernigotti fu fondata nel 1860 da Stefano Pernigotti a Novi Ligure: all’inizio era una drogheria famosa per il torrone. Il suo successo è stato tuttavia legato soprattutto al gianduiotto, il cioccolatino inventato a Torino nel 1865, che Pernigotti iniziò a produrre industrialmente nel 1927. Nel 1935 acquistò Sperlari e un anno dopo avviò la produzione dei preparati per gelateria, una delle maggiori fonti di entrate. Nel 1971 acquistò la Streglio, specializzata in prodotti a base di cacao mentre negli anni Ottanta attraversò una crisi che portò alla vendita di Sperlari, nel 1981 alla statunitense H.J.Heinz Company. Nel 1995 Stefano Pernigotti, rimasto senza eredi dopo la morte dei due figli in un incidente stradale, vendette il marchio alla famiglia Averna che lo cedette nel 2013 al gruppo turco della della famiglia Toksöz, attivo nel settore dolciario, farmaceutico ed energetico.

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