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  • lunedì 5 Novembre 2018

Si è arreso l’uomo che aveva sequestrato quattro persone a Reggio Emilia

Dopo 7 ore barricato in un ufficio postale con 4 ostaggi: era stato condannato a 19 anni di carcere nel processo “Aemilia”

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Poco prima delle 17 si è concluso il sequestro di persone iniziato lunedì mattina in un ufficio postale di Reggio Emilia. Il sequestratore – Francesco Amato, condannato a 19 anni e un mese nel processo “Aemilia” – si è arreso ed è stato arrestato dai carabinieri. Poco prima aveva fatto uscire dall’ufficio postale da cui era barricato da questa mattina due persone. Le altre due che ancora erano con lui all’interno stanno bene.

Il sequestro era iniziato intorno alle 8.30 di questa mattina. Amato, che non era più reperibile dal momento della condanna nel processo “Aemilia” – il più grande processo per mafia mai tenuto nel Nord Italia –, era entrato nell’ufficio postale di Pieve Modolena, a Reggio Emilia, e si era barricato all’interno armato di un coltello da cucina. Nell’ufficio c’erano in quel momento 5 impiegati e 7 clienti, che Amato aveva lasciato uscire poco dopo. Una delle cinque dipendenti era invece uscita qualche ora più tardi, dopo aver avuto un malore. Con Amato erano rimaste quindi altre quattro persone, tutte donne dipendenti dell’ufficio postale.

L’ufficio postale era stato circondato da polizia e carabinieri, che hanno trattato con Amato per tutta la giornata. Amato aveva chiesto di parlare con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma non sembra avesse fatto altre richieste concrete. Una delle quattro donne tenute ostaggio aveva parlato con un giornalista dicendo che la situazione durante la giornata era sempre stata tranquilla, compatibilmente con il sequestro: Amato non aveva messo a rischio gli ostaggi, che hanno aspettato di essere liberati.

Nel tardo pomeriggio Amato ha lasciato uscire altri due ostaggi, poco dopo i carabinieri sono entrati nell’ufficio postale e sono usciti con Amato. Anche gli ultimi ostaggi che erano con lui sono stati quindi liberati e stanno bene.

La scorsa settimana, nel processo “Aemilia” Francesco Amato era stato condannato in primo grado a 19 anni e un mese di carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. I carabinieri di Piacenza avrebbero dovuto dare esecuzione all’ordinanza firmata dai giudici e portarlo in carcere, ma Amato risultava irreperibile.