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  • mercoledì 17 ottobre 2018

Un maestro elementare sta facendo rinascere la Nazionale di calcio finlandese

Da quando un ex insegnante di matematica ed educazione fisica è stato promosso allenatore, la Finlandia sta andando alla grande

Markku Kanerva canta l'inno finlandese con i suoi assistenti prima della partita amichevole tra Finlandia e Romania (DANIEL MIHAILESCU/AFP/Getty Images)

Il bilancio della prima edizione del nuovo torneo del calcio europeo, la UEFA Nations League, è ancora sospeso: si sono giocati soltanto quattro turni e la competizione è ancora da scoprire nelle sue fasi finali, in programma la prossima estate. Per le nazionali più piccole, però, la Nations League ha già assunto una notevole importanza, perché ha finalmente dato loro una vera competizione, sentita e attesa, in cui misurarsi con squadre di pari livello. In palio poi c’è un premio ambito da tutti: le sedici vincitrici dei gironi otterranno infatti di diritto un posto ai playoff delle qualificazioni agli Europei del 2020. La prima squadra a poter approfittare di questa opportunità potrebbe essere la Finlandia, fin qui la sorpresa del torneo, i cui tifosi stanno sognando una storica qualificazione per merito di un allenatore con un storia particolare.

La Nazionale di calcio finlandese – 58esima nel ranking FIFA, tra Ecuador e Bolivia – è una delle cinque squadre a punteggio pieno nella Nations League: fra queste cinque, però, è l’unica ad aver giocato quattro partite. È stata inserita nella terza lega del torneo – la “Serie C”, diciamo – e le sue prime due vittorie risalgono a settembre, quando ha sconfitto in casa Ungheria ed Estonia, entrambe per 1-0. Le ultime due sono arrivate invece negli ultimi giorni, nel ritorno contro l’Estonia a Tallinn e in casa contro la Grecia questa settimana. La vittoria contro la Grecia è arrivata con una prestazione brillante, nonostante la Grecia sia sulla carta la squadra più forte del girone. La Finlandia ha vinto 2-0 tenendo la porta imbattuta ancora una volta: non ha mai subìto gol in queste quattro partite, anche perché concede pochissimi tiri in porta (l’Estonia, con tre tentativi, è la squadra che gliene ha fatti di più).

La cosa sorprendente è che la Finlandia non presenta nessuna novità rispetto al suo mesto passato, e anzi si trova senza due dei suoi giocatori più esperti: il centrocampista del Chievo Verona Perparim Hetemaj, ritiratosi dalla nazionale nel 2017, e il trequartista dello Spartak Mosca Roman Eremenko, rientrato una settimana fa da una squalifica per doping di due anni. Se però si osservano nei dettagli i risultati, si nota come il recente periodo di forma della Finlandia sia iniziato lo scorso gennaio, dopo l’esonero dell’allenatore svedese Hans Backe e la promozione del suo assistente finlandese, Markku Kanerva, il cui soprannome – “Rive” – è ora usato da giornali e tifosi per chiamare il grande momento della squadra: Rivelution.

Markku Kanerva a bordo campo durante Romania-Finlandia (DANIEL MIHAILESCU/AFP/Getty Images)

Il cambiamento avvenuto con Kanerva è stato evidente.

In undici partite Backe non ottenne nemmeno una vittoria. Con lui la Finlandia giocò sempre contro squadre nettamente più forti, ma le sconfitte furono spesso eccessivamente pesanti. La squadra inoltre sembrava spaesata, anche per via dell’uso di sei moduli di gioco differenti, che richiedevano troppo tempo per essere assimilati da un gruppo di giocatori con poca qualità e in un contesto complicato come quello di una nazionale che si riunisce poche settimane all’anno, per giunta con tanti giocatori residenti all’estero.

L’arrivo di Kanerva è stato sicuramente agevolato dall’istituzione della Nations League. Nella prima metà del 2018, per prepararsi al nuovo torneo continentale, la Finlandia ha infatti giocato cinque amichevoli contro squadre del suo livello, vincendone tre e perdendo soltanto contro la Romania. A differenza del suo predecessore, poi, Kanerva utilizza esclusivamente il 4-4-2, cioè il modulo più diffuso e conosciuto nel calcio professionistico, e forse anche il più semplice da apprendere per i giocatori.

Il 4-4-2 della Finlandia però non è prevalentemente difensivo e non lascia il gioco in mano agli avversari per affidarsi al contropiede, come spesso fanno le squadre con poca qualità. Nelle ultime due partite la Finlandia ha realizzato una media di 19,5 tiri verso la porta avversaria: tanti. Kanerva è riuscito inoltre a mettere a loro agio nella formazione i migliori giocatori a sua disposizione. Oltre al portiere Lukas Hradecky, che gioca in Germania con il Bayer Leverkusen, sono il capitano Tim Sparv, protagonista nei recenti successi del Midtjylland, e il centravanti Teemu Pukki, probabilmente il giocatore più influente della squadra, che gioca con il Norwich City. Pukki è il secondo miglior marcatore della terza lega della Nations League, con tre gol in tre partite: contro la Grecia si è fatto male dopo dieci minuti, ma la squadra è riuscita comunque a cavarsela. Il fatto di giocare assieme a un altro attaccante, e non più come unica punta, gli è stato di grande aiuto.

Gli stessi giocatori, parlando alla stampa dell’inaspettata forma della squadra, hanno riconosciuto i meriti di Kanerva, sia per quanto riguarda l’inquadramento tattico ma soprattutto per il suo lavoro psicologico nel gruppo. Kanerva fu un giocatore professionista dal 1983 al 1998, gran parte dei quali li trascorse giocando con l’HJK Helsinki. Per la media finlandese dell’epoca fu tutto sommato un buon giocatore, dato che riuscì a giocare per una stagione anche in Svezia, in un campionato superiore. Giocò parecchio anche in nazionale, dove fu compagno di squadra di Jari Litmanen, il più grande giocatore finnico di tutti i tempi. Ma come molti altri calciatori finlandesi dell’epoca, Kanerva accompagnava la carriera da calciatore al suo lavoro di insegnante, iniziato dopo essersi laureato in Scienze dell’educazione a Helsinki con una specializzazione in matematica.

Iniziò a insegnare in una scuola elementare in Svezia, poi passò a un istituto di Haaga, un distretto periferico di Helsinki, dove si stabilì quando ritornò a giocare con la squadra principale della città. Si ritirò nel 1998 e per cinque anni continuò a insegnare – matematica ed educazione fisica – allenando soltanto la squadra locale di uno dei suoi due figli. Nel 2003 decise definitivamente di iniziare una nuova carriera da allenatore. Ottenne un incarico in un piccolo club di prima divisione, poi divenne allenatore della Finlandia Under-21 e da lì venne promosso assistente in quella maggiore, ruolo mantenuto fino all’esonero di Backe. A gennaio la federazione lo scelse in quanto apprezzato collaboratore tecnico e anche perché in squadra erano presenti tanti giocatori che Kanerva aveva allenato nell’Under-21.

Da quando ha assunto la carica, ha cambiato completamente l’ambiente della nazionale. In una recente intervista al giornale dell’Università di Helsinki ha descritto così il suo approccio all’incarico: «Dove possiamo essere i migliori al mondo? Nello spirito di gruppo e nel dinamismo che questo va a creare. L’Islanda ha ottenuto grandi risultati in condizioni simili alle nostre e uno dei suoi punti di forza è uno spirito di gruppo enorme. Il mio obiettivo è creare quindi un ambiente in cui c’è fiducia reciproca. Se c’è fiducia, il giocatore ti parlerà dei suoi pensieri e quindi potrai influenzarli. Se un giocatore non si fida, non ti parlerà, e non potrai comprendere i suoi problemi».

I giocatori della Finlandia esultano per il gol segnato da Glen Kamara alla Grecia (HEIKKI SAUKKOMAA/AFP/Getty Images)

Al termine delle partite Kanerva fa analizzare ai giocatori la partita, aiutandoli a capire gli aspetti più importanti del gioco in una grande riunione collettiva a cui partecipano tutti. Durante i ritiri crea anche dei gruppi di discussione circoscritti su determinati temi, e fa lavorare spesso in coppia i giocatori anche fuori dal campo, in modo da creare connessioni più forti. Il suo obiettivo dichiarato è qualificare la squadra a uno dei due maggiori tornei internazionali – gli Europei e i Mondiali – cosa mai riuscita nella storia della Nazionale di calcio finlandese. Ora le basterà ottenere un solo punto nelle ultime due partite di Nations League, in programma a novembre contro Grecia e Ungheria, per vincere il gruppo, ottenere la promozione alla lega superiore e qualificarsi ai playoff: a quel punto solo due partite la divideranno dalla qualificazione agli Europei.

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