• Mondo
  • martedì 9 ottobre 2018

La donna che ha testimoniato contro Brett Kavanaugh sta ricevendo «incessanti minacce di morte» e non può tornare a casa

Due settimane fa Christine Blasey Ford aveva testimoniato contro Brett Kavanaugh, il candidato dei Repubblicani a giudice per la Corte Suprema americana, davanti alla commissione Giustizia del Senato, a Washington DC. Ford aveva raccontato che Kavanaugh avrebbe tentato di violentarla nel 1982 a una festa, quando lei aveva 15 anni e lui 17; da quel momento altre due donne hanno raccontato di essere state molestate o stuprate da Kavanaugh.

Durante queste due settimane Kavanaugh è stato confermato nell’incarico a vita di giudice della Corte Suprema, mentre Ford si trova bloccata a Washington e non è riuscita a tornare a casa sua in California a causa delle «incessanti minacce di morte» che sta ricevendo. Domenica la sua avvocata Debra Katz ha detto che «passerà del tempo prima che la sua famiglia possa tornare a casa. Le minacce sono senza fine. È deplorevole e fa molta paura»; ha anche aggiunto che Ford sta ricevendo molte lettere di sostegno e incoraggiamento per la sua testimonianza.

Christine Blasey Ford giura prima di testimoniare di fronte al Senato statunitense (Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.