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  • martedì 25 settembre 2018

È sparita una delle attrici cinesi più famose al mondo

Da tre mesi non si hanno più notizie di Fan Bingbing, che aveva partecipato agli X-Men e alla giuria di Cannes

Fan Bingbing alla conferenza stampa della giuria di Cannes, 17 maggio 2017 (LAURENT EMMANUEL/AFP/Getty Images)

Da quasi tre mesi non si hanno più notizie di Fan Bingbing, un’attrice cinese emergente a livello internazionale ma che da tempo è una delle attrici più note in Cina. Ci sono motivi per credere che la sua sparizione sia legata a un conflitto con il governo cinese per un caso di evasione fiscale, forse effettivo o forse montato per danneggiarla, perché ritenuta poco affine ai «valori sociali» del Partito Comunista Cinese. Non è chiaro nemmeno se Fan abbia semplicemente deciso di rendersi irreperibile o se in questo momento sia trattenuta in Cina contro la sua volontà.

Fan Bingbing ha trentasette anni, e negli ultimi sedici è apparsa in numerose produzioni cinesi; cominciò a essere nota fuori dal suo paese nel 2013, quando interpretò il personaggio secondario di Blink nel settimo film della saga degli X-Men, X-Men – Giorni di un futuro passato. Da allora ha recitato nel film del 2016 Skiptrace – Missione Hong Kong con Jackie Chan e ha fatto parte della giuria del Festival di Cannes nel 2017; nel 2018 ha avuto dei ruoli nello spy movie 355 insieme a Penélope Cruz, Marion Cotillard e Lupita Nyong’o, e nel film di guerra Air Strike con Bruce Willis e Adrien Brody (entrambi devono ancora uscire in sala).

Hugh Jackman, Fan Bingbing e Peter Dinklage alla prima australiana di “X-Men – Giorni di un futuro passato”, il 16 maggio 2014 a Melbourne (Graham Denholm/Getty Images)

Nelle ultime settimane Fan non si è mai vista in pubblico e ha interrotto la sua attività sui social network, dove solitamente era molto presente; l’ufficio di Pechino dove lavorano i suoi collaboratori è vuoto, e il suo agente sembra altrettanto irraggiungibile. La sua ultima uscita nota risale al primo luglio, quando una foto pubblicata dalla sua fondazione di beneficenza la mostrò in visita in un ospedale pediatrico. Lo scorso 16 settembre era il suo compleanno, una ricorrenza che negli anni passati Fan aveva festeggiato con grandi ricevimenti, coperti estesamente dai media cinesi: di quello dell’anno scorso si era parlato in modo particolare perché il suo compagno, l’attore Li Chen, le aveva chiesto di sposarlo. Quest’anno, invece, l’unica notizia relativa al suo compleanno è stata la cancellazione del messaggio di auguri apparso automaticamente sulla sua pagina su Weibo, una specie di Twitter cinese dove Fan ha 62 milioni di follower.

Sembra che la sparizione di Fan sia legata a una storia cominciata a fine maggio, quando il conduttore di talk show cinese Cui Yongyuan aveva accusato Fan di evadere le tasse, pubblicando dei documenti a suo dire decisivi. Secondo Cui, Fan aveva cercato di pagare meno tasse allo stato sul compenso ricevuto per un film cinese: in pratica aveva firmato due contratti, uno “segreto” con il vero compenso che avrebbe ricevuto e uno ufficiale e trasmesso al fisco con un compenso più basso. Fan aveva smentito le accuse, e in un secondo momento Cui si era scusato pubblicamente per il suo attacco. Non è chiaro se la polizia cinese abbia avviato un’indagine su di lei, ma nel frattempo nel paese la faccenda è diventata un caso. La firma di due contratti diversi è una frode relativamente diffusa nel mondo dello spettacolo cinese, dove è stata coniata l’espressione «contratti yin e yang».

Fan Bingbing (la prima a sinistra) insieme a Marion Cotillard, Jessica Chastain, Penelope Cruz e Lupita Nyong’o a un photocall per la presentazione di “355” al festival di Cannes, 10 maggio 2018 (Antony Jones/Getty Images)

Le accuse contro Fan sono arrivate in un momento particolare per l’industria cinematografica cinese: le istituzioni stanno cercando di regolamentare il mercato cinematografico per contrastare tutto ciò che «promuove il culto del denaro» e «inganna i giovani per far loro inseguire ciecamente il mito della celebrità»; secondo il governo gli uomini e le donne di spettacolo dovrebbero applicarsi per trasmettere «energia positiva» e essere consapevoli dei «negativi effetti sociali» che possono causare. È stata annunciata una grossa indagine del fisco contro i contratti «yin e yang», e a giugno sono stati fissati dei tetti ai compensi dei personaggi televisivi, che non possono eccedere il 40 per cento del budget totale del programma, e degli attori, che al massimo possono raggiungere il 70 per cento del totale pagato al resto del cast. Inoltre c’è stato un inasprimento dei controlli dello Stato sulle produzioni locali, che si aggiunge alla già rigida censura esercitata sull’industria culturale: cast, registi e sceneggiature dovrebbero ottenere una sorta di approvazione finale delle autorità.

Per via della sua popolarità in Cina, Fan risulta essere una delle attrice più pagate del mondo; ha guadagnato decine di milioni di dollari dai suoi film, e molti altri dalle campagne pubblicitarie di cui è stata testimonial, come quelle del produttore di gioielli Cartier e della casa automobilistica Mercedes-Benz. Anche da queste cose potrebbero essere nati i suoi problemi con il governo. Secondo il Guardian, poi, la situazione di Fan si sarebbe aggravata lo scorso 11 settembre, con la pubblicazione del report annuale sulla «responsabilità sociale» dei personaggi televisivi e cinematografici cinesi, redatto dall’Università Normale di Pechino e dall’Accademia cinese delle Scienze sociali, un organismo parastatale: Fan è stata messa in ultima posizione con un punteggio di zero su cento (solo nove persone hanno ottenuto più di sessanta punti).

Nonostante circolino diverse voci sulla sua sorte – secondo qualcuno sarebbe stata messa in stato di fermo per evasione, ma si parla anche di una sua fuga dalla Cina –, Fan non è stata formalmente accusata di nessun crimine, e non c’è alcuna prova per pensare che il governo cinese abbia deliberatamente deciso di compromettere la sua carriera. Da quando si è iniziato a speculare sulla posizione di Fan di fronte al Partito Comunista, il suo nome è stato rimosso dai manifesti di Air Strike (di cui è anche stata ritardata l’uscita), e sembra che i marchi di lusso De Beers, Louis Vuitton e Montblanc abbiano risolto i contratti pubblicitari con lei.

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