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  • giovedì 20 settembre 2018

Russia e Lituania hanno litigato per una maglietta

Walmart ha smesso di vendere negli Stati Uniti una maglietta con la falce e il martello, su richiesta della Lituania: la Russia si è arrabbiata su Twitter

La Lituania ha chiesto e ottenuto che la catena di supermercati statunitense Walmart smettesse di vendere un modello di magliette con stampati sopra una falce e un martello e la sigla CCCP, cioè quella che identificava l’Unione Sovietica nell’alfabeto cirillico. La richiesta della Lituania, che nel 1990 fu il primo paese sovietico a ottenere l’indipendenza, ha provocato una reazione della Russia: su Twitter.

All’inizio di settembre l’ambasciatore lituano negli Stati Uniti Rolandas Krisciunas aveva scritto una lettera aperta a Walmart dopo aver ricevuto segnalazione delle magliette, chiedendo che ne fosse interrotta la vendita perché «crimini orribili furono compiuti sotto il simbolo sovietico della falce e del martello». La decisione di esporre e vendere delle magliette «con simboli associati all’omicidio di massa di persone innocenti»; aveva scritto Krisciunas, «non può essere vista come una normale decisione di business». Alla richiesta della Lituania si sono uniti presto i parlamentari delle vicine Estonia e Lettonia, a loro volta ex repubbliche sovietiche.

Il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius ha paragonato la falce e il martello alla svastica nazista. La Lituania, dopo l’invasione nazista, fu occupata dall’Unione Sovietica, e si stima che circa 50mila lituani morirono dopo essere stati deportati nei campi in Siberia tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, mentre altri 20mila membri di bande armate locali morirono durante gli anni della guerriglia contro i russi per l’indipendenza.

La maglietta è stata infine ritirata da Walmart, provocando una reazione russa. Su Twitter, il ministero degli Esteri russo si è congratulato ironicamente «per la vittoria», consigliando di distruggere i monumenti in Europa che celebrano «i soldati sovietici che salvarono milioni di persone, sacrificando le loro vite».

Lo stesso account ha poi chiesto polemicamente cosa fosse peggio tra la vendita di magliette con la falce e il martello e l’intitolazione di una scuola a Jonas Noreika, un generale lituano considerato un eroe nazionale della lotta al nazismo in patria, ma che recenti ricerche storiche hanno scoperto essere stato in realtà un collaboratore del Terzo Reich e di essere stato responsabile di politiche discriminatorie che portarono direttamente al massacro di quasi duemila ebrei nella città di Plungė nel 1941. Noreika, condannato a morte e ucciso nel 1947 in Unione Sovietica, è ricordato oggi da diverse targhe e statue in Lituania, e a lui è intitolata una scuola della città di Sukioniai.

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