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  • giovedì 13 settembre 2018

Aung San Suu Kyi ha difeso la condanna contro i due giornalisti di Reuters in Myanmar

Aung San Suu Kyi, l’attivista per i diritti umani e premio Nobel per la Pace considerata di fatto la presidente del Myanmar, ha difeso la condanna contro i due giornalisti di Reuters accusati di avere violato alcuni segreti di stato per una loro inchiesta sulle violenze condotte contro la popolazione dei rohingya. I due giornalisti – Kyaw Soe Oo e Wa Lone, entrambi del Myanmar – erano stati arrestati dopo aver ricevuto documenti riservati da alcuni ufficiali di polizia: durante il processo hanno sostenuto di essere stati incastrati dalle autorità, ma sono stati condannati a 7 anni di carcere. La condanna è stata criticata in tutto il mondo da giornalisti e attivisti per i diritti umani, ma durante una visita in Vietnam, Aung San Suu Kyi ha detto che i due giornalisti hanno infranto la legge e che la condanna non ha niente a che vedere con la libertà di espressione.

Aung San Suu Kyi, diventata famosa in tutto il mondo per la sua opposizione al regime militare che ha controllato il paese fino al 2011, è da tempo accusata di non aver fatto niente per fermare le violenze dell’esercito contro la minoranza musulmana dei rohingya.

Aung San Suu Kyi (AP Photo/Aung Shine Oo)

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