Auto danneggiate dal tifone a Nishinomiya, provincia di Hyogo, 5 settembre 2018 (JIJI PRESS/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • mercoledì 5 settembre 2018

Le foto del tifone Jebi in Giappone

La più violenta perturbazione nel paese degli ultimi 25 anni ha provocato allagamenti e danneggiato molti edifici: almeno 11 persone sono morte

Auto danneggiate dal tifone a Nishinomiya, provincia di Hyogo, 5 settembre 2018 (JIJI PRESS/AFP/Getty Images)

Il tifone Jebi è arrivato martedì in Giappone, dove – secondo i meteorologi – non si vedeva una perturbazione tanto violenta da 25 anni. Il tifone ha ucciso almeno 11 persone e ne ha ferite almeno 300, provocando danni enormi soprattutto nella parte occidentale del paese. Le province più colpite sono quelle di Kyoto e Osaka, dove il vento e le forti piogge hanno danneggiato molti edifici. In questo momento il meteo sta lentamente migliorando, ma le autorità giapponesi hanno invitato la popolazione alla prudenza: potrebbero ancora verificarsi inondazioni e frane in parte del territorio.

Per precauzione, finora sono stati disposti avvisi di evacuazione che coinvolgono circa 1,2 milioni di persone. Per 300mila di queste l’abbandono delle aree interessate dal tifone è fortemente consigliato, ma per ora il governo ha preferito non diffondere veri e propri ordini di evacuazione obbligatori.

Container accatastati dal tifone a Osaka, 4 settembre 2018 (The Yomiuri Shimbun via AP Images )

Venti e piogge hanno causato l’interruzione dei trasporti, con linee ferroviarie sospese, traghetti e aerei cancellati. Le cancellazioni hanno riguardato circa 800 voli, soprattutto negli aeroporti di Nagoya e Osaka, dai quali non sono partiti diversi aerei con destinazioni internazionali.

L’aeroporto del Kansai parzialmente allagato, provincia di Osaka, 4 settembre 2018 (Kentaro Ikushima/Mainichi Newspaper via AP)

L’aeroporto internazionale del Kansai, che si trova su un’isola artificiale vicino a Osaka, ha subìto l’allagamento delle proprie piste, rendendo necessaria la sospensione di buona parte delle attività. Migliaia di persone sono rimaste bloccate nell’aeroporto per ore, prima di essere trasportate via mare verso Osaka e un altro aeroporto.

Il ponte che collegava l’aeroporto del Kansai alla costa è stato reso inagibile in seguito alla collisione di una nave commerciale. I responsabili della sicurezza hanno annunciato che la struttura resterà chiusa per tutta la giornata di mercoledì 5 settembre, con altre centinaia di voli cancellati.

Nel suo passaggio sulla terraferma, il tifone Jebi ha portato raffiche di vento con velocità fino a 200 chilometri. Nel centro di Osaka hanno fatto girare velocemente una ruota panoramica alta circa 100 metri, nonostante fosse stata fermata e disattivata per motivi di sicurezza. Le emittenti giapponesi hanno mostrato immagini di tetti, cartelloni e segnali stradali divelti dalle folate di vento, con veicoli ribaltati lungo le strade.

In un’ora sono caduti circa 10 centimetri di pioggia a Kyoto, causando diversi allagamenti. In una stazione della città è crollata una copertura di vetro, causando il ferimento di alcune persone.

Jebi si è ora spostato più a nord e non dovrebbe causare altri grandi danni, ma secondo le previsioni le piogge potranno continuare ancora per alcune ore in parte del Giappone. Il paese in questa stagione è di frequente interessato dai tifoni, ma raramente se ne sviluppano di così intensi.

Kobe, provincia di Hyogo, 5 settembre 2018 (JIJI PRESS/AFP/Getty Images)

Il Giappone durante l’estate ha già dovuto fare i conti con una ondata di caldo senza precedenti, che si stima abbia causato la morte di decine di persone e che ha reso necessario il ricovero di altre migliaia di persone negli ospedali. Forti piogge a luglio hanno causato frane e inondazioni, nelle quali sono morte almeno 200 persone.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.