• Cultura
  • martedì 4 settembre 2018

“Una delle meraviglie visuali e artistiche dell’ultimo decennio”

Lo ha scritto il New York Times di "Adventure Time", una serie animata per bambini che piace molto anche agli adulti, finita lunedì

Finn, la principessa Gommarosa e Jake, tre dei personaggi principali di "Adventure Time", in un episodio della seconda stagione della serie

Il 3 settembre negli Stati Uniti è stato trasmesso l’episodio finale di Adventure Time,  una serie tv animata che andava avanti dal 2010 e che non era soltanto per bambini. Se non siete abituati a guardare Cartoon Network o a frequentare i negozi di fumetti, è molto probabile che non ne abbiate mai sentito parlare. Per farvi capire cosa vi siete persi, questo è l’incipit dell’articolo che James Poniewozik, il capo dei critici televisivi del New York Times, ha scritto prima che andasse in onda Come Along With Me, l’ultimo episodio della serie:

Adventure Time non viene citata spesso nelle discussioni sul canone televisivo del ventunesimo secolo (ne sono colpevole come ogni altro critico: è probabilmente il mio programma televisivo preferito tra quelli di cui non ho mai scritto). Forse è perché viene trasmessa da Cartoon Network, forse perché fa di tutto per essere divertente e caleidoscopica invece che seria e cupa.

Ma questa epica animata, che finirà dopo dieci stagioni, è una delle meraviglie visuali e artistiche dell’ultimo decennio, una caramella dura tutta luccicante con un ripieno agrodolce.

Nel 2014 Emily Nussbaum del New Yorker l’aveva definita così:

Uno dei programmi televisivi che azzardano di più a livello filosofico e, spesso, uno dei più sentimentali. È bella e divertente e stupida e brillante, più o meno nella stessa misura, e cerca di indagare questioni esistenziali difficili, come cosa significhi andare avanti quando la storia di cui sei protagonista è finita.

Se anche questo non basta a incuriosirvi, forse vi convincerà il fatto che tra i doppiatori originali dei personaggi ci sono stati Donald Glover, Mark Hamill, Lena Dunham, Neil Patrick Harris, Aziz Ansari e Tig Notaro.

Adventure Time parla di un ragazzino di nome Finn e del magico cane mutaforma Jake, che è il suo migliore amico e il suo fratello adottivo (e non “il suo cane” nel senso in cui lo diremmo noi), e della loro vita da eroi sconfiggi-mostri nella terra di Ooo, una Terra post-apocalittica – si scopre a un certo punto – in un futuro circa mille anni successivo a una catastrofe nucleare chiamata “Guerra dei Funghi”. All’inizio sembra che Finn sia l’unico essere umano rimasto: la terra di Ooo è popolata delle creature più strane.

Gli altri personaggi principali sono Re Ghiaccio, un uomo molto anziano capace di controllare ghiaccio e neve che passa gran parte del suo tempo a rapire principesse e per questo viene combattuto da Finn e Jake, la principessa Bonnibel Gommarosa, una caramella antropomorfa di 18 anni per cui Finn ha una cotta segreta, e la vampira Marceline, che ama la musica rock e non si nutre di sangue ma del colore rosso.

Poniewozik definisce così lo stile con cui Adventure Time è disegnata: «Un’estetica infinitamente fantasiosa che mescola Hayao Miyazaki e Yellow Submarine, il film, con una o due gocce di Hieronymus Bosch». Anche l’accostamento con il Codex Seraphinianus può funzionare.

Mezzo episodio in italiano, dalla prima stagione:

Gli episodi di Adventure Time durano solitamente 11 minuti e in totale ne sono stati fatti 283: bastano due giorni e 21 ore per guardarla tutta. La maggior parte degli episodi ha uno sviluppo verticale in termini narrativi, cioè è autoconclusivo e si può guardare anche senza aver visto i precedenti. Ci sono però alcune storie che vanno avanti per uno o più episodi, soprattutto dopo la quarta stagione, e andando avanti si scoprono sempre più cose sul passato dei protagonisti (hanno tutti storie molto complicate) e sull’origine della terra di Ooo. L’idea alla base della serie è che Finn e Jake passano il loro tempo compiendo avventure per aiutare qualcuno contro qualcun altro, che molto spesso è il Re Ghiaccio, almeno nelle prime stagioni. Si vede bene nel cortometraggio da cui ha avuto origine la serie, realizzato nel 2006 dall’ideatore della serie Pendleton Ward: lo stile dei disegni poi si è molto raffinato (come successe ai Simpson dopo i primi mini-episodi) ma le voci dei personaggi e il modo in cui parlano si è mantenuto.

Adventure Time non è come Bojack Horseman, una serie animata per adulti: anche se può piacere moltissimo anche agli adulti, e contiene battute e riferimenti che solo dopo una certa età sono facilmente comprensibili, non tratta temi poco adatti ai bambini (come la depressione e la dipendenza da psicofarmaci, nel caso di Bojack Horseman). Non a caso è trasmessa dal canale per bambini Cartoon Network, in Italia come negli Stati Uniti, anche se da un po’ di tempo le prime tre stagioni si possono vedere anche su Netflix. Bisogna però avere una certa età per apprezzare completamente l’umorismo della serie (un esempio del cosiddetto random humour, lo stesso di molti meme di internet), la sua grande fantasia, i suoi nonsense e le sue sperimentazioni (in alcune puntate, a caso, il genere di tutti i personaggi è invertito e al posto di Finn e Jake ci sono Fiona e Cake).

E poi Adventure Time ha una sua complessità. Come ha spiegato su Vox Dan Schindel – secondo cui sia Bojack Horseman che Rick & Morty, un’altra serie animata del canale per adulti di Cartoon Network, Adult Swim, devono qualcosa ad Adventure Time – nel tempo i suoi personaggi e le loro storie hanno assunto un sempre maggiore spessore «psicologico e anche filosofico», e questa è una della ragioni per cui la serie ha molti appassionati che non sono bambini. Questa progressione si vede soprattutto nei personaggi di Finn e Jake, che di stagione in stagione maturano: come Harry Potter, e diversamente da Bart Simpson, Finn cresce di età nel corso della serie, all’inizio ha 12 anni e poi arriva a 17. L’effetto è particolarmente realistico nella versione originale visto che il suo doppiatore, Jeremy Shada, aveva 13 anni ai tempi della prima stagione. Nel tempo Finn compie un vero percorso di formazione: mette in discussione l’uso della violenza e capisce che il mondo è un posto complesso e non è sempre facile capire cosa è giusto e cosa sbagliato.

Una cosa che caratterizza Adventure Time è che anche i personaggi secondari hanno storie complesse e non sono mai piatti, pur se destinati a comparire solo in qualche episodio. Inoltre, cosa rara in un cartone animato il cui pubblico principale è fatto di bambini, nessun personaggio è completamente buono e nessuno è completamente cattivo. La principessa Gommarosa è una scienziata geniale e una sovrana giusta, ma spesso è irascibile e capita che compia errori di giudizio; e la vampira Marceline si comporta ogni tanto in modo inspiegabile, ma è perché è un’adolescente che ne ha passate di tutti i colori. I cattivi poi sono sempre cattivi per una ragione e hanno delle possibilità di miglioramento.

Negli anni Adventure Time è stata trasmessa in modo abbastanza irregolare: prima che dal cortometraggio del 2006 si arrivasse alla serie di Cartoon Network passarono quattro anni (cinque per l’arrivo in Italia) e poi nel tempo le stagioni sono uscite un po’ a singhiozzo e hanno avuto ulteriori sviluppi nei fumetti legati alla serie. Per Pendleton Ward stare dietro alle varie stagioni è stato impegnativo e stressante, per questo a un certo punto ha smesso di scrivere i soggetti degli episodi, pur restando un produttore della serie.

Dato che l’universo in cui Adventure Time è ambientata è complicato, e molti suoi personaggi hanno storie con molte ramificazioni, alcune delle quali si sono aggiunte solo nell’ultima stagione, i fan avevano grandi attese per l’ultimo episodio, fatto in realtà di quattro episodi classici e dunque lungo più di 40 minuti. Il titolo, Come Along With Me, riprende quello della canzone dei titoli di coda e ha un significato che va oltre la trama dell’episodio: è un invito a vivere avventure che contraddistingue tutta la serie.

Dato che molti probabilmente non conoscevano la serie fino a oggi e gli altri vorranno vedere l’episodio senza spoiler, non aggiungiamo molto. La recensione di Polygon, un sito di notizie e critiche sui videogiochi legato a Vox, è positiva (e piena di spoiler) e dice che l’ultima puntata non soddisferà tutti i fan ma è coerente con il senso di Adventure Time e che a posteriori si può dire che fosse sciocco immaginare un finale diverso. I delusi sappiano comunque che dal 2015 ogni tanto si parla di un film, quindi forse non è finita.

Il trailer dell’ultimo episodio:

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