Sta per uscire la biografia di Lisa, la figlia Steve Jobs

Lei dice di averlo perdonato – lui non la riconobbe, poi ebbero un rapporto complicato – ma il libro è pieno di aneddoti su quanto lui fosse freddo e strano

Lisa Brennan-Jobs, la figlia che Steve Jobs ebbe con Chrisann Brennan e che per diversi anni non ha riconosciuto come sua, ha scritto un libro in cui racconta molte cose sul suo rapporto con il padre, un uomo geniale ma spesso descritto come freddo, aspro, insopportabile e, in certi casi, disumano. Il libro si intitola Small Fry (vuol dire “pesce piccolo”) ed è edito da Grove. In Italia è edito da Rizzoli, si intitola Pesciolino e uscirà il 4 settembre, in contemporanea con l’uscita statunitense. Brennan-Jobs, che ha 40 anni e collabora con diverse riviste statunitensi, ha parlato del libro, del padre e del loro rapporto per un articolo del New York Times scritto da Nellie Bowles. 

Brennan-Jobs ha detto che, sebbene suo padre l’abbia maltrattata e fosse pieno di difetti, lei lo ha compreso e perdonato; per questo vorrebbe lo facessero anche i lettori, anche se le cose raccontate nel suo libro rischiano di scatenare reazioni opposte. Bowels ha scritto che lo stile di Brennan-Jobs è «preciso e letterario». E ha aggiunto:

Ora, poco prima dell’uscita del libro, Brennan-Jobs vuole che si sappia una cosa: Steve Jobs l’ha rifiutata per anni, ma lei lo ha perdonato. Lo ama, in modo trionfale, e vuole che i momenti del libro in cui racconta di loro che pattinano e ridono insieme diventino virali quanto quelli in cui lui le dice che non le lascerà nessuna eredità.

Steve Jobs, imprenditore tra i più famosi al mondo, fondatore di Apple e ideatore dei più importanti prodotti della società, morì nel 2011, a 56 anni. Lisa è nata nel 1978, quando lui aveva 23 anni; la madre Chrisann Brennan e Jobs si erano frequentati per un periodo negli anni Settanta, dopo essersi conosciuti alle superiori a Cupertino, in California. Lisa nacque in una fattoria dell’Oregon e Jobs arrivò alcuni giorni dopo il parto: decise insieme alla madre di chiamare la figlia Lisa ma non riconobbe ufficialmente la paternità. Alcuni anni dopo, un test del DNA dimostrò che Lisa era effettivamente figlia di Jobs e, solo dopo un po’, lui ammise di esserne il padre. Uno dei primi computer di Apple si chiama LISA: in Apple dissero che era l’acronimo di “Local Integrated Software Architecture” ma negli anni è stato spiegato che Jobs scelse quel nome perché era il nome di sua figlia, anche se allora non l’aveva riconosciuta. Jobs ebbe in seguito altri tre figli con Laurene Powell, che sposò nel 1991 e che ha avuto la maggior parte della sua eredità.

Bowles ha scritto che «Brennan-Jobs ha passato l’infanzia vivendo insieme alla madre di sussidi pubblici e un’adolescenza resa facile dai soldi del padre». Dopo l’università, Brennan-Jobs andò a Londra e in Italia e lavorò nella finanza e nel design, prima di dedicarsi alla scrittura. Prima di Small Fry aveva quasi sempre evitato di parlare di Jobs e non aveva collaborato a nessuno dei tanti libri su di lui (uno dei quali scritto dalla madre). Ha parlato male della biografia del 2011 scritta da Walter Isaacson (la più nota e apprezzata) e ha raccontato di aver fatto un’eccezione solo per collaborare con il film del 2015 scritto da Aaron Sorkin.

Brennan-Jobs ha spiegato di aver iniziato a lavorare su Small Fry nel 2011, pochi mesi dopo la morte di Jobs, e che non è solo un’autobiografia, perché per scriverla ha parlato con amici, familiari ed ex compagni e compagne del padre e della madre. All’inizio avrebbe dovuto scrivere il libro per la grande casa editrice Penguin Press ma ha detto di aver deciso di passare a Grove, rinunciando a molti soldi, per avere più libertà su tempi e modi di scrittura.

L’articolo del New York Times anticipa alcuni degli aneddoti che più faranno parlare. Brennan-Jobs scrive che appena si trasferì dal padre lui le impose di non vedere la madre per sei mesi, per cementare la loro “nuova famiglia”, e che la sgridò più volte perché non si dedicava abbastanza a lui. Brennan-Jobs ha anche raccontato – in un estratto che si può leggere in inglese su Vanity Fair – che pochi giorni prima di morire Jobs le disse che lei «puzzava come un cesso». Lei ha scritto di aver apprezzato la cosa, come un segno di sincerità, perché puzzava davvero.

Bowles ha scritto che «in Small Fry si parla in diverse occasioni di Jobs in atteggiamenti affettivi verso la figlia che sembrano inappropriati»: abbracci forse eccessivi e discorsi forse fuori luogo. Brennan-Jobs però ha ribadito che si devono solo al fatto che suo padre fosse un tipo strano. Anche in The Bite in the Apple, la biografia di Brennan, si parlava di atteggiamenti fuori luogo, ma di recente lei ha detto: «Era così inappropriato solo perché non sapeva che altro fare». Small Fry contiene anche resoconti di momenti felici e spensierati e Brennan-Jobs ha scritto, del padre: «Mi spaventava ma allo stesso tempo sentivo un affetto potente, elettrico».

Brennan-Jobs ha due figlie e un marito, Bill, che ha lavorato per molti anni per Microsoft e ora sta lanciando una «software startup». Brennan-Jobs (che dal padre ha ricevuto alcuni milioni di dollari di eredità) ha detto che se avesse a disposizione l’intero ammontare dell’eredità di Jobs la destinerebbe alla Bill and Melinda Gates Foundation, l’associazione benefica di uno dei principali avversari del padre. In Small Fry racconta anche che una sera, guardando Law and Order in tv, Jobs le disse distrattamente: «Scriverai mai di me?». Lei rispose di no e lui disse, prima di tornare a guardare la tv: «Bene».

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