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  • lunedì 30 Luglio 2018

Cosa sappiamo dell’uomo marocchino morto ad Aprilia

Era stato inseguito e poi, quando la sua auto è uscita di strada, è stato picchiato da due italiani che pensavano fosse un ladro: le cause della morte non sono ancora chiare

Nella notte tra sabato e domenica ad Aprilia, in provincia di Latina, un uomo marocchino è morto dopo essere stato inseguito e picchiato da due abitanti del posto, italiani, convinti che fosse un ladro. I due uomini, di 43 e 46 anni, sono stati denunciati per omicidio preterintenzionale dai carabinieri, che hanno ricostruito i fatti servendosi delle telecamere di sorveglianza e delle dichiarazioni dei testimoni.

Verso l’1:40 della notte di domenica alcuni abitanti di via Guardapasso, una zona periferica della città, si trovavano in strada con i figli quando hanno notato un’auto con targa straniera e due persone a bordo. Secondo alcuni testimoni, l’auto avrebbe fatto una retromarcia improvvisa, convincendo gli abitanti che a bordo ci fossero ladri. A quel punto, tre uomini sono saliti a loro volta in auto iniziando un inseguimento, che è finito con la prima auto finita fuori strada. La persona che si trovava al volante è riuscita a scappare, mentre l’altra – probabilmente già ferita a causa dell’incidente – è stata aggredita dagli inseguitori ed è morta poco dopo. Lunedì ha cominciato a circolare un video girato da alcune telecamere a circuito chiuso che mostra cosa è successo nel luogo dell’aggressione.

ANSA ha scritto:

All’inizio del filmato si vede l’automobile sulla quale viaggiava il marocchino sbandare, forse sbattere con un’autovettura che proveniva in senso contrario, e quindi terminare la sua corsa prima sul marciapiede e poi contro un muretto. A questo punto si vede sopraggiungere da dietro un’autovettura di colore chiaro che si ferma poco prima e dalla quale scendono tre persone (presumibilmente i tre denunciati) che si avvicinano all’auto incidentata. Quindi si vedono fasi concitate che, probabilmente, corrispondono al momento dell’aggressione. Poi l’automobile di colore chiaro si allontana e ricompare dal basso, per andare a parcheggiare in uno slargo poco distante. Dalla macchina scende una sola persona che, chiusa l’autovettura con il telecomando, si dirige nel luogo dell’incidente. Poco dopo si vede l’autista tornare con gli altri due verso l’automobile parcheggiata e, all’altezza della cintola di uno dei tre, quello più corpulento, si nota un oggetto di colore scuro che potrebbe far pensare a una pistola e che l’uomo sembra toccare con la mano. Ma su questo non ci sono ancora conferme da parte degli investigatori. I tre poi sostano a lungo sul ciglio della strada ad osservare la situazione, quindi tornano verso il luogo dell’incidente, confondendosi tra la gente accorsa nel frattempo sul posto. Poco dopo, giunge l’autoambulanza con a bordo i sanitari che hanno prestato le prime cure al marocchino.

Lunedì verrà eseguita l’autopsia per comprendere meglio le cause della morte. Nell’auto sono stati trovati attrezzi da scasso. L’uomo si chiamava Zaitouni Hady, 43 anni di nazionalità marocchina con alcuni piccoli precedenti penali.

Secondo il quotidiano Latina Oggi, i carabinieri avrebbero ricevuto diverse segnalazioni sull’auto sospetta con targa straniera, almeno una quando l’inseguimento era oramai iniziato. Gli agenti sono arrivati sul posto intorno alle 2. Secondo le prime informazioni riferite alla stampa, il corpo di Hady presentava alcune ferite, ma i carabinieri, scrivono i giornali, “sono prudenti” nel definirle frutto di un pestaggio e escludono che nell’aggressione possano essere state usate armi o altri oggetti. Sarà l’autopsia a stabilire con esattezza se Hady è morto per le ferite riportate nell’incidente o per i colpi subiti dai due italiani.

Sul posto i carabinieri hanno trovato l’autista della seconda auto, uno dei due uomini che avrebbero colpito Hady. Il secondo si è presentato in caserma il giorno successivo. Entrambi sono stati denunciati per omicidio preterintenzionale. Secondo le testimonianze di alcuni presenti e i filmati di alcuni negozi vicino al luogo dell’incidente, i due italiani avrebbero colpito Hady con un pugno e con alcuni calci una volta che l’uomo era caduto a terra.

Il Corriere ha scritto che i tre italiani che hanno partecipato all’inseguimento facevano parte di una “ronda di cittadini” che pattugliavano il quartiere. Il Post ha contattato “Aprilia in prima linea”, un’associazione che in passato ha organizzato “passeggiate per la legalità” nel mercato locale, che hanno escluso che l’episodio possa avere a che fare con una delle loro “ronde”, che sono cessate nel 2017.