Il pianeta Giove fotografato dalla sonda Juno della NASA nel dicembre 2017 (NASA)

Sono state scoperte 12 nuove lune intorno a Giove

Una di queste va in orbita contromano e potrebbe aiutarci a capire come si formarono i pianeti del sistema solare

Il pianeta Giove fotografato dalla sonda Juno della NASA nel dicembre 2017 (NASA)

Dodici nuove lune sono state scoperte in orbita intorno a Giove, portando a 79 il numero complessivo di satelliti naturali conosciuti del pianeta più grande del nostro sistema solare. I ricercatori le hanno scoperte mentre erano al lavoro per studiare i corpi celesti oltre Plutone, il pianeta nano in orbita nelle regioni periferiche del sistema solare. Le nuove lune aiuteranno gli astronomi a ricostruire meglio la storia di Giove e i meccanismi che lo portarono a formarsi, rendendolo il gigantesco pianeta che conosciamo oggi.

Gli autori della scoperta sono un gruppo di astronomi della Carnegie Institution of Science, organizzazione statunitense a sostegno della ricerca scientifica, e hanno utilizzato il telescopio Victor M. Blanco presso l’osservatorio di Cerro Tololo in Cile. Due lune gioviane erano già state confermate a giugno dello scorso anno, mentre la conferma delle altre 10 – dopo la loro scoperta a marzo 2017 – ha richiesto un po’ più di tempo e nuove osservazioni. L’ambiente intorno a Giove è ricco di corpi celesti, quindi non è raro che periodicamente vengano scoperti e poi confermati nuovi satelliti naturali.

Trovare nuove lune di Giove non è comunque semplice. Considerate le sue grandi dimensioni, con un diametro pari a 11 volte quello della Terra, il pianeta riflette molta luce solare e crea quindi un intenso bagliore che rende difficoltosa l’osservazione di corpi celesti più piccoli e meno luminosi. Il telescopio Blanco ha strumentazioni adatte per mascherare il bagliore prodotto da Giove e compiere osservazioni dei suoi dintorni.

Lo scorso marzo i ricercatori stavano utilizzando il telescopio per osservare i corpi celesti oltre Plutone, quando si sono ritrovati Giove nella porzione di cielo che stavano analizzando. Hanno pensato di approfittarne per osservare corpi celesti in movimento con velocità simili a quella del pianeta, rilevando la presenza di 12 potenziali nuove lune. Hanno ripetuto le loro osservazioni circa un mese dopo e hanno poi utilizzato altri telescopi per confermare la loro scoperta.

Le nuove lune hanno un diametro tra 1 e 3 chilometri, sono quindi molto piccole. Due ruotano vicino a Giove nella stessa direzione di rotazione del pianeta, le altre sono in orbite molto più distanti a circa 25 milioni di chilometri. Nove orbitano in direzione opposta rispetto al senso di rotazione di Giove, mentre la dodicesima segue un’orbita come le due lune più vicine al pianeta. Questa luna, che va contromano rispetto alle sue altre nove compagne, è stata chiamata Valetudo (il nome è temporaneo): ha un diametro massimo di 1 chilometro e secondo i ricercatori è ciò che resta di una luna più grande, che nel corso del tempo si è sbriciolata.

Le nove in orbita a grande distanza da Giove potrebbero essere i resti di lune molto più grandi esistite un tempo intorno al pianeta. I ricercatori hanno infatti trovato diverse caratteristiche in comune tra questi corpi celesti, a partire da quelle delle loro orbite. Non è chiaro che cosa le abbia ridotte in pezzi, ma un’ipotesi è che siano state le collisioni con altri satelliti naturali che orbitano in direzione contraria, come Valetudo.

Quella tra i due trattini arancioni è Valetudo, osservata lo scorso maggio dal telescopio Magellano (Carnegie Science)

Oltre a ricostruire la storia di Giove, lo studio delle lune più esterne permette di scoprire nuove cose sulla formazione del sistema solare e quindi degli altri suoi pianeti compreso il nostro. Gli astronomi ipotizzano da tempo che i vari corpi celesti nell’orbita gioviana siano ciò che resta dei pezzi che formarono i pianeti miliardi di anni fa, aggregandosi tra loro mentre erano in orbita intorno al Sole. Anche se non sappiamo ancora bene come, alcuni di quei pezzi rimasero intrappolati dove li vediamo ora trattenuti dalla grande attrazione gravitazionale esercitata da Giove.

In attesa di saperne di più, e probabilmente di scoprire nuovi satelliti naturali, le lune identificate con il telescopio Blanco sono state sottoposte all’Unione Astronomica Internazionale. L’istituzione, che raccoglie tutte le più importanti società astronomiche del mondo, avrà il compito di valutare le caratteristiche orbitali e infine aggiungere le nuove lune ai suoi elenchi. Con 79, Giove è ampiamente il pianeta con più lune, seguito da Saturno con 62.

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