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  • lunedì 9 luglio 2018

La donna uccisa dal novichok nel Regno Unito era entrata in contatto col recipiente che conteneva il nervino

Dawn Sturgess, la donna morta in seguito a un avvelenamento da novichok, lo stesso agente nervino usato lo scorso marzo nel tentato assassinio dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia, è stata esposta a una grande quantità della sostanza, compatibile con il contatto con un recipiente che la conteneva. Il marito della donna è ancora ricoverato in gravi condizioni.

L’antiterrorismo e gli altri agenti coinvolti stanno ancora cercando di capire come la coppia sia stata contaminata: la loro abitazione si trova a una decina di chilometri da quella di Skripal, presso Salisbury, città nella contea del Wiltshire sul fiume Avon. Erano stati ricoverati entrambi il 30 giugno scorso. «Nei quattro mesi seguiti all’avvelenamento degli Skripal», hanno detto gli investigatori, «nessuno a parte Dawn e il suo compagno hanno presentato sintomi da avvelenamento. La loro situazione è così grave che Dawn è morta e il suo compagno è in condizioni gravissime. Significa che sono stati sottoposti a una dose molto alta del nervino. La nostra ipotesi è che abbiano maneggiato il recipiente che conteneva il novichok».

Il Regno Unito aveva accusato la Russia dell’avvelenamento degli Skripal.

Dawn Sturgess (Facebook)

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