Un'immagine di Anna Frank allo United States Holocaust Memorial Museum di Washington (TIM SLOAN/AFP/Getty Images)
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  • domenica 8 Luglio 2018

Si è scoperto che la famiglia di Anna Frank provò a scappare negli Stati Uniti

Le richieste non furono mai rifiutate ma «la burocrazia, la guerra e i tempi» non permisero di arrivare al loro esame

Un'immagine di Anna Frank allo United States Holocaust Memorial Museum di Washington (TIM SLOAN/AFP/Getty Images)

Il padre di Annelies Frank, nota in Italia col nome Anna Frank, provò in due occasioni a ottenere i documenti per permettere a lui e alla sua famiglia di emigrare negli Stati Uniti. Lo ha rivelato il 6 luglio una ricerca pubblicata dalla Anne Frank House di Amsterdam e dal museo sull’Olocausto degli Stati Uniti, con sede a Washington. Otto Frank, il padre di Anna, provò a ottenere i documenti necessari nel 1938, quindi prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale. Prima che la richiesta potesse essere concessa o rifiutata i documenti furono però distrutti da un bombardamento tedesco che colpì il consolato di Rotterdam, nei Paesi Bassi. Nel 1941 Frank fece quindi una seconda richiesta, per sé e per la sua famiglia, ma i tedeschi occuparono il consolato prima che la richiesta potesse essere accettata o respinta. Frank provò anche, senza successo, a ottenere un visto per Cuba.

Gli storici che si sono occupati della ricerca hanno specificato che le richieste non furono mai rifiutate ma che «la burocrazia, la guerra e i tempi» non permisero di arrivare al loro esame.

La famiglia Frank decise quindi di nascondersi di Amsterdam, dove Anna scrisse il noto diario il 6 luglio 1942. Nell’agosto 1944 furono scoperti e deportati. Anna e la sorella Margot finirono a Bergen-Belsen, dove morirono di tifo nel marzo del 1945, tre settimane prima dell’arrivo delle truppe di liberazione. Otto Frank fu l’unico sopravvissuto della famiglia; tornò ad Amsterdam e trovò il diario della figlia: lo aveva ricevuto in regalo per il suo tredicesimo compleanno e ci scrisse dal 12 giugno del 1942 fino al primo agosto del 1944. Il padre riuscì a farlo pubblicare in tedesco nel 1947, e poi nella traduzione inglese nel 1952, con il titolo The Diary of a Young Girl. In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1954 da Einaudi, con la prefazione di Natalia Ginzburg e per la traduzione di Arrigo Vita.