(Rielaborazione grafica di una foto di Lorenzo Rocci, autore del celebre dizionario greco-italiano)
  • Cultura
  • mercoledì 20 Giugno 2018

I consigli per tradurre meglio la versione di greco alla maturità

Nessuno dei quali prevede sottolineare o cerchiare delle cose con la matita, tranquilli

(Rielaborazione grafica di una foto di Lorenzo Rocci, autore del celebre dizionario greco-italiano)

Come ogni anno, circolano decine di consigli per tradurre meglio la versione di greco che gli studenti del liceo classico si troveranno davanti domani, quando dovranno sostenere la seconda prova scritta dell’esame di maturità: sottolinea questo, non sottolineare niente, leggi tutto il brano prima di iniziare a tradurre, leggi solo la prima frase, cerchia i verbi, i nomi, le parti che non si capiscono, e così via. Per evitare di aggiungere ulteriore confusione, abbiamo pensato ad alcuni consigli rapidi e di buon senso, nessuno dei quali vi indurrà a cambiare il metodo per tradurre che avete sviluppato negli ultimi cinque anni.

– leggi anche: le tracce di greco uscite negli ultimi anni 

• Occhio al titolo: specialmente negli ultimi anni, sono pensati per dare più indicazioni possibili sul contesto e il significato del testo. Quello che introduceva la versione di Isocrate uscita nel 2016, per esempio, era particolarmente lungo ed esplicativo.

Rispettare la lingua: il greco ha moltissime sfumature, come ormai vi sarà chiaro. C’è una ragione se l’autore di un testo usa proprio quella parola e non una simile: traducetela cercando di interpretarla correttamente, e se la trovate di nuovo usate la stessa parola o espressione italiana che avete scelto. Evitate poi di abbellire un periodo o una frase inserendo cose che non ci sono.

• Non dimenticarsi dei pezzi: in greco è facile perdersi per strada particelle come μέν … δέ o i pronomi-aggettivi dimostrativi come ὅδε, ἥδε, τόδε. Quando traducete una frase, assicuratevi di aver preso in considerazione ogni parola.

• Sfruttare il dizionario: nel caso degli autori più famosi – come Plutarco, Tucidide o Platone – i dizionari più aggiornati contengono anche informazioni sull’uso che un certo autore fa di quel verbo, o magari un pezzo di frase già tradotto proprio da quel brano. In greco, poi, i verbi più generici in contesti particolari possono assumere significati inaspettati. È una buona ragione per cercare tutte le parole della versione, anche quelle che conoscete già.

 Uno degli errori più frequenti ed evitabili: prima di consegnare la bella copia della versione, è meglio ricontrollare di aver tradotto tutti i verbi in maniera corretta. Sbagliare il modo o il tempo è considerato un errore molto grave, da ginnasio: meglio impiegare dieci minuti in più ed evitare brutte figure.