(LARS HAGBERG/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 20 giugno 2018

Il Canada ha legalizzato la marijuana a scopo ricreativo

Ed è il primo grande paese industrializzato a farlo: da come andranno le cose lì, dipenderà forse come andranno nel resto del mondo

(LARS HAGBERG/AFP/Getty Images)

Il Canada ha legalizzato l’uso della marijuana a scopo ricreativo, ed è diventato il primo grande paese industrializzato a farlo, il secondo in assoluto dopo l’Uruguay. La legalizzazione è stata approvata martedì con un voto del Senato al termine di un lungo processo legislativo e sarà effettiva, ha detto il primo ministro Justin Trudeau, dal 17 ottobre. È un grande esperimento: nessun paese ricco, sviluppato e grande come il Canada aveva mai legalizzato l’uso della marijuana a scopo ricreativo e da quello che succederà in Canada dipenderà probabilmente molto di quello che succederà nel resto del mondo. Il primo ministro canadese Justin Trudeau, che aveva proposto la nuova legge, ha scritto su Twitter: «Era troppo facile per i nostri figli comprare marijuana e per i criminali farci grandi profitti. Oggi abbiamo cambiato le cose».

Comprare marijuana per scopi ricreativi in Canada sarà per il momento più simile a comprare una medicina in farmacia. Le confezioni saranno semplici bustine non decorate, con una grossa etichetta ad indicarne il contenuto. Da quando la legge sarà in vigore, tutti gli adulti potranno comprare fino a 30 grammi di marijuana per volta. Dalle regole che ogni provincia del Canada si darà, invece, dipenderà tutto il resto: dove si potrà comprare, chi potrà venderla, dove sarà lecito fumare. In Alberta, per esempio, la marijuana si potrà comprare nei circa 200 negozi che hanno ricevuto la licenza per la vendita, mentre in Ontario la vendita sarà gestita direttamente dallo stato, che aprirà 40 negozi. Altre province adotteranno misure intermedie.

Per il primo anno – e questa regola sarà valida per tutto il Canada – non potranno essere venduti prodotti derivati della marijuana, come olio o prodotti commestibili: ma in casa propria, ognuno sarà libero di usare la marijuana come meglio crede. Resterà vietato rivendere marijuana, anche ad amici o parenti, mentre la si potrà condividere gratuitamente con chiunque. Sarà anche permesso coltivare piante di marijuana, fino a quattro per casa e fino a un metro di altezza. Ma con regole diverse di posto in posto: in certe province, per esempio, le piante non dovranno essere visibili dalla strada, in altri sarà proibito mostrarle in pubblico durante la fioritura. Si potrà fumare in casa propria – mentre non lo si potrà fare in macchina – ma già molte province si stanno muovendo per dare ai padroni di casa il diritto di vietare ai loro inquilini di fumare marijuana (possono già farlo con il tabacco).

Uno dei punti su cui c’è ancora incertezza sarà il prezzo della marijuana nei negozi, perché da quello dipenderà molto del successo della legalizzazione. Un prezzo troppo alto potrebbe rendere inutile tutta l’operazione dal punto di vista della sconfitta del mercato illegale della marijuana gestito dal crimine organizzato. Un prezzo troppo basso potrebbe invece rendere la marijuana troppo invitante per i ragazzini e incentivarne il consumo, una cosa che il governo ha detto di voler evitare. In generale, molto dipenderà da come verrà gestito il mercato nei prossimi anni e da quanto controllo lo stato continuerà ad esercitare sulla vendita della marijuana: più spazio sarà dato ai privati – temono in molti – più sarà poi difficile cambiare le cose in corsa o tenere sotto controllo i prezzi.

Nei prossimi anni, il Canada sarà osservato con attenzione da tutto il mondo: perché la legalizzazione della marijuana in un paese così ricco e grande darà dati e indicazioni a tutti gli altri posti che in futuro si troveranno a fare i conti con proposte e leggi simili. Sarà per esempio interessante osservare l’impatto che la legalizzazione della marijuana avrà sul suo commercio illegale, si cercherà di capire se provocherà problemi di salute pubblica e se – come in parte è successo in Colorado – i grandi gruppi criminali proveranno a recuperare guadagni abbassando i prezzi di droghe pesanti e pericolose.

La legalizzazione, voluta e proposta dal primo ministro Justin Truedau, ha comunque diversi critici ed oppositori. Ci sono preoccupazioni su come farà la polizia a gestire un possibile aumento di casi di guida sotto l’effetto di droghe, mentre altri si chiedono cosa succederà se entreranno in gioco interessi economici abbastanza grossi da poter cambiare il mercato. Per il momento ci si aspetta che la legalizzazione produrrà un giro di affari di circa 8 miliardi di dollari all’anno, circa 7 miliardi di euro. I più preoccupati di tutti sono comunque i membri del Marijuana party, un partito nato anni fa per chiedere la legalizzazione della marijuana e che ora dovrà trovare un’altra ragione per esistere.

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