Un'installazione Pitti Pop, Firenze, 14 giugno 2018 (Andrea Baioni)
  • Moda
  • venerdì 15 giugno 2018

Cosa si è visto a Pitti Uomo, a Firenze

Si è conclusa la 94esima edizione della più importante fiera di moda maschile al mondo, che sta diventando anche un momento culturale importante per la città

Un'installazione Pitti Pop, Firenze, 14 giugno 2018 (Andrea Baioni)

Si è appena concluso Pitti Uomo, la più grande fiera di moda maschile al mondo, che si tiene a Firenze alla Fortezza da Basso ogni sei mesi: questa edizione, la 94esima, si è svolta dal 12 al 15 giugno. Più di 1.200 aziende italiane e internazionali (il 45 per cento, da 34 paesi) hanno presentato le loro collezioni per la prossima stagione a oltre 20 mila buyer da tutto il mondo, che decideranno quali capi e accessori saranno acquistati e rivenduti dai negozi. Insieme a loro c’erano esperti di moda, giornalisti, blogger e fotografi, tra cui Andrea Baioni (su Instagram lo trovate qui) che ha fotografato per il Post l’atmosfera dell’evento, dal padiglione centrale al laboratorio di Gas, dalla collezione di Z Zegna, a soliti ospiti elegantissimi di Pitti (forse non più di moda).

Negli ultimi anni Pitti, com’è chiamato tra gli addetti ai lavori, è cresciuto arricchendosi di sfilate, mostre, aperture di negozi, presentazioni ed eventi culturali in tutta la città: qualcosa di paragonabile, anche se molto più contenuto, a quello che accade a Milano con il Salone del mobile. Quest’anno Roberto Cavalli ha sfilato nel monastero della Certosa, il londinese Craig Green al Giardino di Boboli, e il giapponese Fumito Ganryu ha presentato la sua prima collezione dopo l’uscita da Comme des Garçons in una galleria d’arte contemporanea ricavata da un garage. La collezione essenziale e in bianco e nero di Cos è stata portata in scena da dieci ballerini, Birkenstock ha organizzato una sfilata e una festa nel Giardino Torrigiani e Moncler ha festeggiato la collezione con un evento di musica dal vivo nel Museo del Bargello. Gucci infine ha aperto due nuove sale dedicate a Björk nel Gucci Garden, il museo, ristorante e boutique nel Palazzo della Mercanzia in Piazza della Signoria. Sono stati celebrati anche molti anniversari, tra cui i 70 anni di Herno, i 40 di Brunello Cucinelli e i 45 Enrico Coveri (45 anni), mentre altri, da Giorgio Armani a Ermanno Scervino, hanno inaugurato nuovi negozi in città.

Pitti è anche l’occasione per fare i conti con la moda maschile italiana. Il dato più rilevante è la crescita continua delle esportazioni delle aziende italiane: nel 2017 hanno superato per la prima volta i sei miliardi di euro, pari al 65,5 per cento di fatturato, che vale in totale 9,3 miliardi di euro. A gennaio e febbraio 2018 sono aumentate ancora del 2,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017; al primo posto c’è la Germania (662 milioni di euro nel 2017) seguita dal Regno Unito (+8,3 per cento a 639 milioni). Gli Stati Uniti sono in calo, 100 milioni di euro negli ultimi due anni, mentre vanno sempre meglio la Cina (+18,3 per cento, pari a 238 milioni di euro), la Russia (+19,6 per cento, 175 milioni) e la Corea (+13,8 per cento, con 141 milioni di euro).

Firenze, 14 giugno 2018 (Andrea Baioni)

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