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  • sabato 9 giugno 2018

L’editore del Foglio ha criticato il Foglio sul governo

Il proprietario Valter Mainetti ha scritto una lettera dicendo che bisogna dare maggiore credito a Conte, verso il quale la testata è molto critica

Sul Foglio di oggi, in prima pagina, c’è una lettera di Valter Mainetti, presidente di Sorgente Group e proprietario della testata, nella quale critica la linea editoriale ostile tenuta finora dal giornale nei confronti del governo Conte. Mainetti invita a dare credito al nuovo esecutivo, suggerendo di evitare di mettersi «strenuamente di traverso», e definisce «insignificante» l’opposizione. Ammette poi che nel “contratto di governo” di Lega e Movimento 5 Stelle ci siano degli elementi che definisce «pericolosi», ma auspica che porti comunque a un cambiamento nelle «gerarchie di potere del paese», prendendo atto della «inefficacia degli ultimi governi nel rispondere alle richieste dei cittadini».

Non si placa il forcing della maggior parte dei media italiani e soprattutto esteri contro il governo Conte. Dopo il giuramento al Quirinale del nuovo premier e dei suoi ministri ci si aspettava una tregua. Invece salgono di livello le critiche e gli sberleffi, come se l’esecutivo Lega-M5s sia destinato a frangersi entro poco tempo. Lasciando molti poteri e poltrone intatti. E ciò si spiega con la consorteria di interessi che unisce una parte della “vecchia’’ politica, la burocrazia finanziario-amministrativa e alcuni media. Li guida la convinzione che continuando a screditare il nuovo governo se ne acceleri la fine. E lo controprova la stessa bagarre, suscitata alla Camera nel corso del dibattito sulla fiducia, dalle parole del premier, che si riferivano al conflitto d’interesse. “Ciascuno ha un piccolo conflitto di interessi da risolvere’’ ha osato dire, cogliendo nel segno, anche se poi si è affrettato a scusarsi di non aver voluto accusare alcuno.

Chi si mette così strenuamente di traverso al radicale cambiamento di metodo e di obiettivi del governo Cinque stelle-Lega sembra però ignorare che un’alternativa a medio termine è quasi impossibile. Dato che l’opposizione attuale, Pd e Forza Italia, appare sempre più destinata a essere insignificante, sia nei numeri che nei contenuti. Un declino che diventa anche un inaspettato collante per la maggioranza che sostiene il governo Conte. E più la maggioranza è ampia e unita, come hanno dimostrato i voti di fiducia al Senato e alla Camera, più le elezioni si allontanano, più si prospetta una stagione ben difficile per quel sottobosco burocratico, finora vero potere e piaga di questo paese, che imprenditori e cittadini subiscono da tempo.

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Il direttore del Foglio Claudio Cerasa ha risposto a Mainetti, mantenendo le proprie posizioni ma dicendosi sempre disposto ad ospitare le opinioni critiche dell’editore.

Valter Mainetti ha le sue idee, il Foglio ha le sue. Al proprietario della nostra testata piace il governo e dispiace l’opposizione, il rumore che giudica aggressivo dei media. A noi dispiace il governo e piace l’opposizione che ancora non c’è, magari senza indulgere a stupidaggini, con il senso di un’alternativa che va cercata e non è scontato trovare. Ovviamente rispettiamo le idee di Valter Mainetti, che è libero di esprimere qui quando vuole, e lui ha sempre rispettato le nostre, la nostra storia, la nostra identità corsara, liberale, eccentrica, sempre aperta al pluralismo degli interventi e delle opinioni, mai incerta sulla necessità di dire le cose come le pensiamo. Non siamo i primi e non saremo gli ultimi a registrare un dissenso, e a considerarlo parte del gioco. Sarebbe facile e conformista dire che i nostri padroni sono i lettori. No. Chi rischia capitali per tenere insieme la baracca è il professor Mainetti. È padrone di una comunità di ribelli disciplinati, che non hanno bisogno di provocare perché ciascuno si considera da sempre dipendente di un editore e padrone di se stesso.

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