(ROBERTO MONALDO/LAPRESSE)

Paolo Savona aveva previsto tutto?

Tre anni fa aveva detto che quando Lega e Movimento 5 Stelle si sarebbero trovati vicini al governo ci saremmo trovati in una situazione «tipo quella greca»

(ROBERTO MONALDO/LAPRESSE)

Negli ultimi giorni la prospettiva di un governo di coalizione tra Lega e Movimento 5 Stelle ha innervosito i mercati internazionali e gli investitori che hanno iniziato a vendere titoli del debito pubblico italiano, portando lo spread (ricordate cos’è, vero?) a superare i 300 punti, il livello più alto toccato dall’agosto del 2016, mentre per quanto riguarda i titoli biennali a breve scadenza l’aumento nei rendimenti è stato il più alto addirittura dal 1992 a oggi. Paolo Savona, candidato della coalizione al ministero dell’Economia al centro dello scontro tra M5S-Lega e il presidente della Repubblica, aveva in un certo senso “previsto” questo scenario già tre anni fa. Nel settembre del 2015, durante una conferenza aveva detto:

«Il giorno in cui Lega e Cinque Stelle andassero al potere noi ci troveremmo in una situazione di speculazione internazionale tipo quella greca. Non c’è niente da fare»

Durante la crisi, la Grecia uscì dal mercato dei titoli di stato perché non trovava più acquirenti privati interessati a comprare il suo debito e fu anche costretta a fare un parziale default sul proprio debito, cioè si accordò con i suoi creditori per smettere di pagare una parte di quanto dovuto. L’Italia è ancora molto lontana da questa situazione, ma l’aumento dello spread ha reso effettivamente più costoso per il nostro paese finanziarsi. Non sembra probabile che avvenga nella prossime settimane, ma se lo spread continuasse a crescere prima o poi, come previsto da Savona, anche l’Italia si troverebbe nelle condizioni della Grecia.

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