Case e palazzi distrutti dal terremoto del 2008, a Beichuan, in una foto del 24 aprile 2018 (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)
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  • sabato 12 Maggio 2018

Foto di una città distrutta da un terremoto 10 anni fa

Quella di Beichuan, nella regione cinese del Sichuan, che fu abbandonata dopo il terremoto del 2008 che uccise almeno 69mila persone

Case e palazzi distrutti dal terremoto del 2008, a Beichuan, in una foto del 24 aprile 2018 (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Il 12 maggio del 2008 il Sichuan, una regione del sud della Cina, fu colpito da un terremoto di magnitudo 7.9, uno dei più forti e gravi della storia recente. Morirono almeno 69mila persone: per la Cina fu anche il terremoto con il più alto numero di morti dal 1976, quando 250mila persone morirono per il terremoto di Tangshan. La zona della città di Wenchuan sotto la quale si trovava l’epicentro venne quasi completamente distrutta e le scosse furono avvertite fino a Pechino e Shanghai, rispettivamente a 1.500 e 1.700 chilometri di distanza. La città di Beichuan, dove morì la metà della popolazione, circa 10mila persone, fu talmente danneggiata che il governo decise di trasformarla in un museo a cielo aperto: gli edifici crollati e le macerie non furono demoliti e un’altra città fu costruita a circa 20 chilometri di distanza per accogliere i sopravvissuti.

La scuola media Xuankou a Yingxiu, trasformata in memoriale per i morti nel terremoto fotografata il 21 aprile 2018 (JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images)

Il Sichuan è grande 485mila chilometri quadrati ed è la terza regione più popolata della Cina, con oltre 80 milioni di abitanti. Il terremoto ebbe un grandissimo impatto sull’opinione pubblica cinese, non solo per l’altissimo numero di morti ma anche perché molti di loro furono bambini. La scossa avvenne infatti alle 14:28 ora locale, mentre bambini e ragazzi si trovavano a scuola, e gli impiegati erano al lavoro. Secondo le cifre ufficiali del governo cinese almeno cinquemila studenti morirono a causa del terremoto, nel crollo degli edifici scolastici in cui si trovavano. Secondo l’UNICEF, circa 12mila scuole del Sichuan furono danneggiate dal sisma: una su sette.

Il terremoto avvenne tre mesi prima delle Olimpiadi di Pechino, quando c’era già molta attenzione internazionale sulla Cina. Probabilmente anche per questa ragione il governo cinese accettò l’aiuto di organizzazioni internazionali per soccorrere le persone colpite dal terremoto. Inizialmente si parlò in termini positivi della reazione del governo al terremoto e alle sue conseguenze. In un secondo momento, però, quando si cominciò a parlare dei problemi strutturali degli edifici crollati e del numero di bambini e ragazzi morti a causa del terremoto, il governo cinese ebbe una reazione molto dura. Molti attivisti che avevano cercato di aiutare le famiglie delle persone morte per capire di chi fosse la responsabilità della cattiva qualità degli edifici furono arrestati, e le proteste furono represse. Anche alcuni dei genitori dei bambini morti per il terremoto furono arrestati dopo aver cercato di ottenere informazioni sulle strutture scolastiche in cui i loro figli studiavano.

La versione ufficiale del governo del Sichuan fu che la magnitudo del terremoto fu la principale causa dei danni agli edifici, e non ci fu nessun processo per appurare eventuali responsabilità individuali. Lo scorso 5 maggio l’amministrazione locale ha detto che questo anniversario sarebbe stato celebrato come una “giornata di ringraziamento” per le vite dei sopravvissuti: su internet molte persone hanno espresso perplessità e critiche, soprattutto riguardo alla mancanza di indagini sul modo in cui le scuole e altre edifici erano stati costruiti. Dopo il terremoto le norme di costruzione furono comunque riviste e irrigidite.