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  • venerdì 11 maggio 2018

Le foto della diga che ha ceduto in Kenya

Almeno 47 persone sono morte e molte sono ancora disperse per il grande e improvviso allagamento seguito al crollo di parte della struttura

Solai, Nakuru, Kenya (SULEIMAN MBATIAH/AFP/Getty Images)

Il cedimento della diga in Kenya di mercoledì 9 maggio ha causato la morte di almeno 47 persone, con altre centinaia costrette ad abbandonare le loro case invase dall’acqua e dal fango. L’incidente è avvenuto presso la diga Patel a Solai, città a circa 200 chilometri nord-ovest della capitale Nairobi, intorno alle 9 del pomeriggio locali. Il numero delle persone disperse non è noto, mentre i soccorritori hanno comunicato di avere recuperato almeno 40 persone dal fango e di averle trasportate in ospedale. Secondo la Croce Rossa, che si occupa della gestione del centro di emergenza, 35 di loro sono già state dimesse e non hanno riportato particolari ferite.

Polizia e soccorritori temono però che sotto le macerie e il fango ci siano ancora decine di persone rimaste bloccate. La perdita dalla diga ha del resto comportato il rapido allagamento di un’area piuttosto estesa nel raggio di circa 2 chilometri. L’ipotesi è che la diga abbia ceduto a causa della quantità anomala di acqua che si era accumulata nel bacino artificiale, in seguito alle copiose piogge degli ultimi mesi. I danni principali sono concentrati in un’ampia area di Solai, dove oltre alle abitazioni sono state danneggiate altre strutture come strade, pali della corrente elettrica e un’area commerciale.

Solai, Nakuru, Kenya (TONY KARUMBA/AFP/Getty Images)

Molti abitanti della zona non hanno fatto in tempo a mettersi in salvo perché non è stata da subito chiara la portata del danno alla diga. Il cedimento è avvenuto di sera, quando molte persone erano tornate nelle loro abitazioni. Gli abitanti hanno raccontato di avere visto arrivare l’ondata di acqua e fango, altri di essersene accorti quando ha divelto porte e finestre allagando la loro casa.

Solai, Nakuru, Kenya (SULEIMAN MBATIAH/AFP/Getty Images)

Il governatore della contea di Nakuru, Lee Maiyani Kinyanjui, ha detto di essere al lavoro per mettere in sicurezza le famiglie interessate e curare i feriti. Ha chiesto di prestare attenzione alle indicazioni delle autorità e di essere prudenti, considerato che in Kenya ci sono state altre alluvioni nelle ultime settimane causate dalle piogge intense. Nel mese di marzo almeno 130 persone sono morte per le inondazioni e più di 200mila persone hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni.

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