In Friuli Venezia Giulia ha stravinto il centrodestra

Massimiliano Fedriga della Lega ha superato il 57 per cento dei voti, il centrosinistra è sotto il 30 mentre il Movimento 5 Stelle è andato molto male

(ANSA/ANDREA LASORTE)

Le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia sono state vinte dal candidato della Lega Massimo Fedriga, appoggiato da tutto il centrodestra. Il dato finale dell’affluenza è più basso di quelli delle elezioni regionali del 2013 e delle elezioni politiche del 4 marzo scorso: ha votato il 49,63 per cento degli aventi diritto. Lo spoglio è iniziato stamattina alle 8 ed è finito nel tardo pomeriggio: Fedriga ha ottenuto oltre il 57,1 per cento dei voti, con un grosso distacco sugli altri candidati.

Sergio Bolzonello, vicepresidente uscente del Partito Democratico (che negli ultimi anni ha governato con Debora Serracchiani), ha ricevuto il 26,8 per cento dei voti e poco prima delle 11 di questa mattina ha chiamato Fedriga per congratularsi. Alessandro Fraleoni Morgera, il candidato del Movimento 5 Stelle, ha ottenuto l’11,7 per cento dei voti, in grande calo sia rispetto alle ultime elezioni politiche (quando il M5S raccolse il 25 per cento) che rispetto alle regionali del 2013 (quando raccolse il 19 per cento). C’era anche un quarto candidato, Sergio Cecotti del Patto per l’autonomia, che ha ricevuto poco più del 4 per cento dei voti. La Lega è risultata anche la singola lista più votata con il 35 per cento dei consensi (si possono esprimere voti disgiunti tra candidati e liste che li appoggiano: il Movimento 5 Stelle, ad esempio, ha circa cinque punti in meno del suo candidato).

La vittoria di Fedriga era data quasi per scontata, e molti erano interessati più che altro a conoscerne le dimensioni. I risultati in Friuli Venezia Giulia potrebbero infatti avere delle conseguenze a livello nazionale, e influenzare il modo in cui verranno condotte le trattative per formare il nuovo governo (ma si diceva la stessa cosa anche per le elezioni in Molise, e invece siamo ancora qua).

Sergio Bolzonello del PD (sinistra), Massimiliano Fedriga della Lega (centro), Alessandro Fraleoni Morgera del M5S (destra). (ANSA)

Domenica si è votato anche in diversi comuni del Friuli Venezia Giulia, il più importante dei quali è Udine dove si andrà al ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra.

L’ottimo risultato di Fedriga è una nuova vittoria politica per Matteo Salvini, che probabilmente proverà a sfruttarla per rafforzare la sua posizione nei confronti del M5S e nella coalizione del centrodestra. Attualmente, tuttavia, è difficile prevedere come potrebbe usare questo capitale politico, visto che le trattative per la formazione di un governo tra il centrodestra e il M5S si sono definitivamente concluse, secondo i rispettivi leader, e l’alleanza interna al centrodestra è salda. Significa, in pratica, che M5S e centrodestra non faranno un governo insieme (o almeno hanno detto così), ma Salvini non sembra per ora disposto a sciogliere l’alleanza con Forza Italia per trattare da solo un accordo con il M5S. Le cose naturalmente potrebbero cambiare e potrebbe avere un peso anche l’apparente chiusura di Matteo Renzi a un’alleanza del Partito Democratico con il Movimento 5 Stelle.

Le fasi precedenti alle elezioni di oggi in Friuli Venezia Giulia hanno detto qualcosa su cos’è successo nelle scorse settimane all’interno del centrodestra. Il candidato avrebbe dovuto infatti essere un esponente vicino a Forza Italia, Renzo Tondo, già due volte presidente della regione. Ma dopo averlo annunciato ufficialmente, il nome di Tondo è stato fatto cadere in favore di quello di Fedriga, deputato della Lega molto vicino a Salvini. Secondo le ricostruzioni dei giornali, il nome di Tondo è stato sacrificato in una sorta di scambio, che ha visto la scelta di un presidente del Senato vicino a Forza Italia in cambio di una sostituzione del candidato presidente del Friuli Venezia Giulia.

Per il centrosinistra queste regionali sono state una delusione annunciata. Il Friuli Venezia Giulia è una delle poche regioni nel nord che il centrosinistra è riuscito a strappare al centrodestra in passato: ma la presidente uscente del PD, Debora Serracchiani, ha avuto un mandato difficile e la sua prova di governo non è stata molto convincente, al punto che ha rinunciato a candidarsi per un secondo mandato (è stata eletta alla Camera dei Deputati alle ultime elezioni politiche). Alle politiche la coalizione di centrodestra ha ottenuto il 43 per cento dei voti, il Movimento 5 Stelle il 24 e il centrosinistra il 23 per cento.

Il centrosinistra è comunque riuscito ad arrivare secondo, nonostante alle elezioni politiche il PD fosse risultato terzo dopo il Movimento che, come di solito accade, perde molti consensi alle elezioni locali. Il calo di consensi potrebbe essere stato ancora più pronunciato a causa delle divisioni interne che hanno colpito il Movimento in Friuli Venezia Giulia. Il candidato Morgera, ricercatore dell’Università di Trieste, era stato scelto dopo la bocciatura da parte di Di Maio della candidatura del suo unico avversario interno, Fabrizio Luches. Le ragioni dell’esclusione di Luches non erano chiare e lui stesso ha detto di non aver ricevuto spiegazioni dal Movimento. Per protesta contro l’esclusione, un consigliere comunale e un consigliere regionale hanno deciso di sospendersi dal Movimento.

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