Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un tiene per mano il presidente sudcoreano Moon Jae-in durante l'incontro di venerdì. (Korea Summit Press Pool via AP)
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  • domenica 29 Aprile 2018

La Corea del Nord dice che chiuderà il sito dei propri esperimenti nucleari

Quello di Punggye-ri, che secondo alcune ipotesi era collassato dopo l'ultimo test

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un tiene per mano il presidente sudcoreano Moon Jae-in durante l'incontro di venerdì. (Korea Summit Press Pool via AP)

Un portavoce del presidente sudcoreano ha detto che durante il summit di venerdì il dittatore nordcoreano Kim Jong-un si è impegnato a chiudere a maggio il sito per gli esperimenti nucleari di Punggye-ri, che si trova in una zona montagnosa nella parte settentrionale della Corea del Nord. Sarebbe una promessa importante per il processo di pace nella penisola coreana, e un passo in avanti in vista dell’incontro atteso per le prossime settimane tra Kim e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

L’impegno di Kim è stato riportato dal portavoce del presidente sudcoreano Moon Jae-in, che ha aggiunto che, stando a quanto promesso dal leader nordcoreano, giornalisti ed esperti internazionali saranno ammessi nel paese per verificare l’effettiva chiusura del sito. Si ritiene che il sito di Punggye-ri sia la principale struttura nordcoreana per gli esperimenti nucleari, che vengono svolti in un sistema di tunnel sotterranei scavati sotto il monte Mantap. Dal 2006 ne sono stati registrati sei. Le informazioni a disposizione sul sito sono state ricavate da immagini satellitari e da rilevazioni sismiche.

Negli scorsi giorni uno studio dell’Università di scienza e tecnologia della Cina aveva ipotizzato che il sito di Punggye-ri avesse subito dei gravi crolli in seguito all’ultimo test nucleare condotto dalla Corea del Nord, nel settembre del 2017. Il test aveva generato un terremoto di magnitudo 6.3, che secondo i ricercatori cinesi avrebbe provocato un “crollo verticale” in corrispondenza del sito del test. Secondo quanto riportato dalla Corea del Sud, durante il summit di venerdì Kim ha smentito queste notizie: «Qualcuno dice che chiudiamo queste strutture perché non funzionano, ma vedrete che sono in buone condizioni». Kim ha anche aggiunto che il sito ha due nuovi tunnel per i test nucleari, più larghi di quelli a disposizione in precedenza.

Sempre stando al resoconto del summit fornito dalla Corea del Sud, Kim ha detto che la Corea del Nord cambierà il proprio fuso orario adattandolo a quello della Corea del Sud: attualmente è indietro di mezz’ora.

L’incontro tra Corea del Nord e Corea del Sud, spiegato

Le promesse riguardo la chiusura del sito, per le quali Kim ha fissato la scadenza di maggio, danno maggiore concretezza all’incontro di venerdì, che secondo gli analisti era stato un importante passo in avanti dal punto di vista diplomatico ma non aveva portato a progressi concreti. La dichiarazione di intenti comune firmata al termine dell’incontro, che prevede di formalizzare la fine della guerra tra le due Coree e un programma di denuclearizzazione, era stata descritta come vaga e facilmente eludibile, perché non conteneva dettagli concreti su come sarebbero stati raggiunti i due obiettivi né scadenze temporali. A rendere diverso l’impegno di Kim è soprattutto la promessa di permettere agli osservatori internazionali di verificare la chiusura del sito.

Secondo gli analisti, Trump pretenderà da Kim impegni più concreti durante il summit previsto per maggio. Questo rende il compito del presidente degli Stati Uniti molto difficile, soprattutto perché la Corea del Sud vorrà che l’incontro sia cordiale e positivo come quello di venerdì: cosa che potrebbe essere difficile, se Trump porrà delle vere condizioni a Kim.

Gli esperti consigliano comunque di mantenere un certo scetticismo di fronte agli ultimi sviluppi nelle trattative con la Corea del Nord: si stanno facendo progressi importanti e per certi versi storici, ma in passato iniziative simili si erano rivelate fallimentari. I leader di Corea del Nord e del Sud si erano già incontrati nel 2000 e nel 2007, firmando in entrambe le occasione degli accordi per la pace anche più concreti di quello di venerdì, che però erano stati disattesi. Nel 2008, nell’ambito di uno di questi accordi, che prevedeva lo smantellamento del programma nucleare in cambio di aiuti economici, la Corea del Nord aveva invitato i giornalisti internazionali ad assistere alla demolizione di una struttura nucleare. L’accordo, che era stato firmato da sei paesi, fallì però nei mesi seguenti perché la Corea del Nord non accettò i metodi di verifica dei progressi nello smantellamento del programma proposti dagli Stati Uniti. Nel 2009 condusse un nuovo test nucleare.