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  • giovedì 26 Aprile 2018

Un comunicato della famiglia del dj Avicii sembra confermare l’ipotesi del suicidio

Dice che «non poteva più andare avanti. Voleva trovare pace»

La famiglia del dj svedese Avicii – trovato morto a Mascate, in Oman, il 20 aprile – ha diffuso un comunicato sulla sua morte che sembra confermare l’ipotesi del suicidio.

Avicii, nome d’arte di Tim Bergling, aveva 28 anni e aveva avuto diversi problemi di salute fisica e mentale. Il comunicato diffuso oggi dalla sua famiglia lo descrive come una persona fragile e con una vita molto faticosa e stressante. Tim Bergling, dice il comunicato, «si trovava spesso a fare i conti con pensieri faticosi sul significato della vita e sulla felicità. Non poteva più andare avanti. Voleva trovare pace. Tim non era fatto per il business in cui si era trovato; era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan ma mal tollerava le attenzioni del pubblico. Tim, sarai per sempre amato e ci mancherai. La persona che eri e la tua musica terranno vivo il tuo ricordo».

Qualche giorno fa, la famiglia di Bergling aveva ringraziato i fan per il sostegno dimostrato nei giorni successivi alla morte: sabato scorso migliaia di persone si erano riunite a Stoccolma per ricordarlo. Dopo un minuto di silenzio, avevano ascoltato i suoi pezzi più popolari ballando e cantando.

Avicii durante un concerto a Park City, nello Utah, nel 2013. (Dimitrios Kambouris/Getty Images)