Dario Franceschini dice che il governo PD-M5S è «l’ultima speranza»

«Io dico che bisogna tentare questa strada senza pregiudiziali»

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Dario Franceschini, ministro della Cultura e dirigente del PD, ha detto in un’intervista a Repubblica che il suo partito deve trattare seriamente con il Movimento 5 Stelle per capire se è possibile raggiungere un qualche tipo di accordo che possa dare la fiducia a un nuovo governo. Secondo Franceschini è un bene che fino ad oggi si sia evitato il governo Lega-M5S, anche entrando in polemica con numerosi dirigenti PD che invece avevano utilizzato lo slogan “tocca a loro”, riferendosi proprio a Lega e Movimento 5 Stelle.

«Il Paese si è salvato da un governo populista e sovranista. Avrebbe allontanato l’Italia dall’asse con Francia e Germania per spostarci verso quello con l’Ungheria di Orban. L’incarico a Fico, allora, pone una domanda nuova al Partito Democratico»

Secondo Franceschini ora è arrivato il momento di evitare un altro rischio, quello del voto anticipato.

Crede insomma che si debba aprire un confronto con il partito di Di Maio.
«Sì. Io dico che bisogna tentare questa strada senza pregiudiziali»

Ci sarebbe un’altra chance se fallisse il dialogo con i pentastellati? O si dovrebbe tornare al voto?
«Non mi sembra che il clima dei rapporti tra le forze politiche consenta di far nascere un governo di tutti. E fatico a vedere una maggioranza in cui stanno insieme noi, Di Maio, Salvini e Berlusconi. Questa è l’ultima speranza che c’è».

Franceschini dice che questo confronto non dovrebbe avere un esito scontato e che il programma del nuovo governo andrebbe trattato sulla base delle priorità del PD. Per discuterne, Franceschini chiede che sia convocata la direzione nazionale oppure i gruppi parlamentari e che la sua proposta sia sottoposta al voto. L’ultima direzione nazionale del PD è quella che fu convocata subito dopo le elezioni e in cui vennero sancite le dimissioni di Matteo Renzi da segretario e in cui si decise che il PD sarebbe rimasto all’opposizione, almeno nella prima fase delle trattative per formare il governo.

Franceschini è indicato da tempo come il dirigente del PD più aperto e possibilista nei confronti del Movimento 5 Stelle, una fazione al momento in minoranza nei vari organi del partito, come i gruppi parlamentari e la direzione nazionale che Franceschini vorrebbe convocare, dove la maggioranza è ancora vicina all’ex segretario Renzi, nettamente contrario a qualsiasi accordo. Lo stesso Franceschini ammette che, se Renzi non cambiasse idea, il suo piano non avrebbe possibilità: «Matteo è il leader più influente. Può imboccare questa strada da protagonista».

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